
di Bruno Chiavazzo
La sindrome del titolo si riferisce ad un disturbo psicologico per cui le persone colpite fingono una malattia o un trauma per attirare attenzione e simpatia. Esattamente quello che stanno facendo in questi giorni gli esponenti del governo e la stampa amica.
Le vicende Sangiuliano, Santanchè, Lollobrigida, Arianna Meloni e via dicendo, sono tutte rubricate alla voce “complotto”. I “poteri forti” (chi, dove, quando?) vogliono distruggere la destra al governo e armano tutto il loro potenziale allo scopo. Certo non possono dare la colpa all’opposizione che è completamente assente e inadeguata. In due anni i vari “leader” non hanno toccato palla nè sugli argomenti seri (Europa, crisi economica, salari, pensioni, guerre in atto), nè su quelli meno seri.
Ha fatto più danni al governo la vicenda Boccia-Sangiuliano che i vari Conte, Schlein, Bonelli, Fratoianni, Renzi e Calenda. Tutti presi dai loro egocentrismi e assolutamente incapaci di mettere insieme un programma comune di 5/6 punti, in grado di contrastare le politiche del governo e ridare un minimo di fiducia al 55% degli elettori italiani che non vanno a votare. Ma tant’è.
Per fortuna (o disgrazia) quelli che adesso comandano si fanno male da soli. Ometto di parlare di Salvini che tanto è inutile o del fantomatico Tajani che ci ha sbomballato l’intera estate sullo “Jus scholae” e sulla necessità della cittadinanza italiana a tutti gli stranieri che abbiano compiuto un ciclo scolastico, salvo poi rimangiarsi tutto alla prima votazione in aula.
E’ sempre così: primum vivere (i posti al governo), deinde philosofare (gli immigrati). Ma torniamo alla sindrome Münchausen del titolo. L’altra sera è andata in onda nel programma “Piazza Pulita” su La7, un’intervista a tale Fabio Tagliaferri, gestore di autonoleggi e nominato dall’ex ministro Sangiuliano amministratore di Ales, la società braccio operativo del ministero dei Beni Culturali, su segnalazione della “sorella d’Italia”, Arianna Meloni.
Ales fattura 100 milioni di euro l’anno e ha oltre 2500 dipendenti. Il sunnominato Tagliaferri (vi invito a vedere il video su Youtube) ha dichiarato papale-papale: “Io ho il mito di Giorgia Meloni, pendo dalle sue labbra. Passo le giornate a vedere i video della Meloni perchè imparo. A me Giorgia insegna”. A parte la sintassi, non si può avere tutto dalla vita, ma con questi è ancora necessaria una opposizione?





