
Tutto è prefigurazione di Gesù Cristo, anche i miti greci derivati dall’antico Egitto e dall’India vedica, ma il nostro Cristianesimo è l’altare esoterico per eccellenza. E l’esoterico non è in contrapposizione con l’essoterico: simboli riti sacramenti misteri.
Oltre la metafisica ancorata alle Sacre Scritture c’è il Mistero; ancora più su la fede, la speranza e la carità. Allora riappropriamoci anche della “gnosis” (la vera e santa gnosi di Clemente Alessandrino); anzi, la nostra conoscenza è anche epi-gnosis, cioè conoscenza suprema, da cui iniziazione suprema.
Quindi non bisogna aver paura di dire che il cristiano vero è anche il vero gnostico (riscopriamo Melkizedek), terminologia usata proprio da sant’Agostino. A tutti gli yoga del mondo (massimo rispetto) scelgo il giogo-yoga di Cristo, soave e leggero, a lui basta che intingiamo un dito nella sua Passione, Crocifissione e Morte per essere salvati e liberati.
San Paolo usa il termine “gnosi” con riferimento alla conoscenza profetica del mistero della fede. Allora sono proprio i simboli che stimolano la nostra coscienza ad insegnarci a imparare e permetterci di procedere lungo la Via. Diffido di ogni sistema che pretenda di restringere il campo della conoscenza o di farne una scienza dello spirito.
Il bric-à-brac antroposofico, gli orientalismi ad uso occidentale di Osho, la commistione di livelli tra fisica dei quanti e spirito promossi da Giuliana Conforto e Federico Faggin, sono solo alcuni rami dello spiritualismo contemporaneo che vorrebbero sostituirsi alla vera gnosi.
Il Vangelo ci ha lasciato preziose gemme, tuttora a disposizione di quanti desiderano accendersi.
La frequenza della Rosa è ovunque raggiungibile, basta sintonizzarci. La cerca del Graal è sempre aperta per i puri.
La vita tuttavia ci mette alla prova e seppur risuonano in noi segnali provenienti da antiche lontananze, cediamo al mondo.
Purtroppo le contingenze ci sfiancano, il sistema-mondo ci mozza il fiato. Il risentimento offusca la nostra solarità.
Quando le impietose esigenze del vivere quotidiano ci vedono impegnati in attività lavorative ritenute inferiori alle nostre reali possibilità, accumuliamo rabbia verso tutto e tutti.
L’insoddisfazione aumenta, la frustrazione pure. Tale atteggiamento nei confronti del mondo è sbagliato e indegno per chi segue una Via. Le nuvole karmiche si addensano su di noi tutte le volte che cediamo alle onde delle dissipazioni terrene.
Gli ‘accesi’ hanno il dovere di dare l’esempio, scrollandosi di dosso dicerie e occhi malevoli. L’unico scopo della nostra vita è di ricercare internamente quel Grano d’Oro, principio di conoscenza e potenza che ci darà la possibilità di liberarci dai limiti sovrastrutturali, rompendo la cappa di piombo che ci avvolge sin dai 16anni e che ci impedisce di portare lo sguardo oltre il nostro orizzonte fisico.
Ma la meta raggiunta deve servire anche per indicare la strada ad altri, sorreggerli se cadono, consigliarli se abbisognano. Ciò che esiste ha ragion d’essere in quanto mezzo per questo compito. Ogni particella di noi stessi deve volgere verso questa ricerca, e dobbiamo perseguirla secondo gli strumenti a nostra disposizione, cioè secondo natura.





