Home Cronaca I VESCOVI FRANCESI CONDANNANO L’ULTIMA CENA CON LE DRAG QUEEN

I VESCOVI FRANCESI CONDANNANO L’ULTIMA CENA CON LE DRAG QUEEN

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La Conferenza episcopale di Francia ha condannato ieri le “scene che deridono e scherzano sul cristianesimo” .

“La cerimonia di apertura proposta dal Comitato organizzatore ha offerto venerdi sera al mondo intero meravigliosi momenti di bellezza, di allegria, ricchi di emozioni e universalmente apprezzati” scrivono i vescovi in un comunicato, aggiungendo però che “purtroppo, deploriamo in modo molto profondo le scene di derisione e di scherno sul cristianesimo”.
 Se le scene non sono citate con precisione, l’Ultima cena con le drag queen sembra nel mirino dei vescovi.

“Pensiamo a tutti i cristiani di tutti i continenti che si sono sentiti feriti – continua il documento – per gli eccessi e la provocazione di alcune scene. Auspichiamo che capiscano come la festa olimpica vada molto al di là dei partiti presi ideologici di qualche artista”.

I vescovi ringraziano “i membri di altre confessioni religiose che ci hanno espresse la loro solidarietà”.

“Lo sport – scrivono ancora i prelati – è un’attività umana meravigliosa, che rallegra profondamente il cuore degli atleti e degli spettatori”, “largo ora alle competizioni, che portano verità, consolazione e gioia a tutti”. 

Se le scene non sono citate con precisione, l’Ultima cena con le drag queen sembra nel mirino dei vescovi. “Pensiamo a tutti i cristiani di tutti i continenti che si sono sentiti feriti – continua il documento – per gli eccessi e la provocazione di alcune scene. Auspichiamo che capiscano come la festa olimpica vada molto al di là dei partiti presi ideologici di qualche artista”. I vescovi ringraziano “i membri di altre confessioni religiose che ci hanno espresse la loro solidarietà”. 

La polemica sulle drag queen e sulle componenti woke della inaugurazioni delle Olimpiadi infuria anche nel mondo politico.

‘Un capolavoro francese”, un ”motivo di orgoglio” e ”uno schiaffo agli oscurantisti”. Anzi no, una ”vergogna” e uno spettacolo ”woke”, ovvero ”politicamente corretto”. La classe politica francese, che si è imposta ”una tregua”, si è mostrata divisa anche di fronte alla cerimonia che venerdi sera ha inaugurato i Giochi olimpici di Parigi, la prima che si è svolta fuori dagli stati e nel centro di una capitale.

”La cerimonia più bella della storia per la competizione sportiva più bella del mondo nel Paese più bello del mondo!”, ha esultato il ministro dell’Economia Bruno Le Maire.

”Il meglio della Francia, il meglio di noi stessi”, ha affermato Aurore Bergé, ministro per la Parità tra uomini e donne. E ha aggiunto: ”La nostra storia, le nostre lotte, la nostra energia, la nostra creatività, la nostra diversità, le nostre parole, i nostri artisti, i nostri atleti, la nostra apertura al mondo”.

Ci sono stati veri e propri commenti politici del tutto ridicoli come quello della deputata ambientalista Sandrine Rousseau che ha definito ”questa cerimonia la migliore risposta all’ascesa del fascismo e dell’estrema destra”.

Il primo ministro Gabriel Attal si è detto ”orgoglioso” di come si sia svolta la cerimonia.

Ben diversi i commenti a destra.

”Questa cerimonia ha mostrato i lati negativi della nostra storia, con la decapitazione di Maria Antonietta e cercando di ridicolizzare i cristiani”, ha scritto la senatrice di Les Républicains des Bouches-du-Rhône, Valérie Boyer, aggiungendo che ”l’arrivo della nostra squadra ci rende orgogliosi”.

Più severa l’ex membro di Reconquete! Marion Maréchal che ha scritto su ‘X’ di aver ”guardato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi con i miei figli. Difficile apprezzare le scene tra le Marie-Antoinette decapitate, la folla che si bacia, le drag queen, l’umiliazione della Guardia Repubblicana costretta a ballare Aya Nakamura, la bruttezza generale dei costumi e delle coreografie. Cerchiamo disperatamente di celebrare i valori dello sport e la bellezza della Francia in mezzo a una propaganda woke così rozza”.

Contro la cerimonia dei Giochi Olimpici anche il premier conservatore ungherese Viktor Orban che definisce lo spettacolo di venerdi sera lungo la Senna una nuova dimostrazione della “debolezza e della disintegrazione dell’Occidente”, commenti che sembrano riecheggiare quelli in arrivo da Mosca. Secondo Orban, la scena delle drag queen associate all’ultima cena di Gesù sono l’incarnazione del “vuoto” dell’Occidente. “Hanno gradualmente perso i loro legami metafisici con Dio, la patria e la famiglia”, ha detto il premier ungherese parlando durante una visita all’università di Baile Tusnad, nella Transilvania rumena, dove vive una consistente comunità ungherese, con la conseguenza dell'”assenza di moralità pubblica, come avete visto se avete guardato la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici ieri”.

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