
Avete presente il “Quarto Stato” di Pellizza da Volpeda? Plasticamente come quel quadro, sbandierando “l’Unità” («Trump come l’Impero romano: sui dazi “divide et impera” stritolando l’Europa grazie ad alleati come Meloni») che, come era una volta, indica “la linea” (e Guareschi sarà felice) ora si vede una vociante folla dichiarare che Meloni non è più una sguattera, senza autorità, isolata, incapace di fare politica: è invece una con un potere tale da trascinare l’intera Europa a fare una figuraccia.
E’ bastato che facesse l’occhiolino a Trump e non c’è più stata storia: dazi al 15%. E dicevano che facesse «lo zerbino», che «vantasse una centralità sullo scacchiere internazionale che nessuna cancelleria le riconosce». Invece è tanto forte da sconquassare l’Europa che non è riuscita, fregandosene di lei, a dire un semplice no.
Il motivo è chiaro: “L’accordo siglato rappresenta nella sua debolezza la fotografia del fallimento delle destre sovraniste al governo in Europa, a partire da quella italiana” (Boccia) .
Dunque, silenziosamente, in Europa molta parte del centro-sinistra, compreso il PSE, è diventato destra. Così che la maggioranza, quella che ha votato Ursula imponendola a tutti, si è dissolta. E nei singoli Paesi non governati dalla sinistra (11 su 27) la destra è tanto forte da imporre le sue ragioni anche agli altri Paesi.
Ovvio, sono “sovranisti”: cosa significhi lo si spiegherà al prossimo comizio.
Ma da spiegare c’è molto, e non ai comizi: prima di tutto come si fa a scendere così in basso da cercare nel “nemico unico” l’alibi per i propri fallimenti. Che vengono da lontano perché si è scambiato il “io ero” e talvolta “io fui” con “io sono”. Con un’aria di sufficienza e supponenza.
Dietro di loro, un altro gruppetto. C’è chi agita una bandiera con il motto di Cambronne: “Merde”.
E qui il dubbio: letto in francese sarebbe lo storico rifiuto di arrendersi gridato a Waterloo; ma letto in italiano……





