Così morì Roma
Dum milia ac milia Africae gentium cottidie pannonicus Sorus cum naviculis Sicyliam mittebat, Romani oculos obstringebant.
“Pauperes et vexatos istos accipere omnes oportet et necesse est. Primum, quia Roma bona mater est. Deinde, quia pensiones nostras soluturi sunt”.
Pontifex Maximus quoque consilium idem Urbi et Orbi nunziabat.
Dum consules et Pontifex ita Italiam ad hostes tradebant, Romanae matronae, increpitae ignaviae fastidio pulsae, imbelles suos viros contemnere et Africae juvenes diligere coeperunt.
Sic periit Roma.
Traduzione
Mentre l’ungherese Soros mandava ogni giorno in Sicilia su delle barchette migliaia e migliaia di africani, i Romani chiudevano gli occhi.
“E giusto e doveroso accogliere tutti questi poveri e maltrattati. Innanzitutto perché Roma è uns madre buon. E poi perché ci pagheranno le pensioni”.
Anche il Sommo Pontefice annunciava a Roma e al mondo questa convinzione.
Mentre i governanti ed il Pontefice consegnavano in questo modo l’Italia ai suoi nemici, le donne italiane, spinte dal disprezzo provato per la loro vergognosa viltà, iniziarono a disprezzare i loro uomini Imbelli ed a preferire i giovani africani.
Così morì Roma.





