Home Politica estera GUERRA, CRESCE IL BUSINESS DELLE ARMI E NELL’UE STARNAZZANO LEADER INADEGUATI

GUERRA, CRESCE IL BUSINESS DELLE ARMI E NELL’UE STARNAZZANO LEADER INADEGUATI

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L’Unione Europea, un in momento altamente drammatico del mondo, nel quale si stanno decidendo i nuovi equilibri, è impegnata in una lite da cortile, dove starnazzano leader inadeguati, prigionieri di una burocrazia esorbitante e di logiche estranee agli interessi dei cittadini.

Dal sostegno a Israele, alle nuove forniture di armi all’Ucraina, fino alle migrazioni e al Mes, i leader dell’Unione Europea faticano a trovare una sintesi, mentre i conflitti personali tra von der Leyen, Michel e Borrell mettono in evidenza la totale inadeguatezza della coalizione che sta governando quella che doveva essere l’Europa Unita ed è solamente un gigante burocratico volto a vessare i cittadini e un nano politico, senza offesa per i nani.

Sul Medio Oriente il Consiglio europeo ha trovato un’intesa su un testo che chiede “corridoi umanitari e pause per necessità umanitarie” a Gaza, ma i ventisette sono divisi sulla strategia. La Germania guida un gruppo di paesi che non vuole legare le mani a Israele nella risposta a Hamas. La Spagna e la Francia sono alla testa di un altro gruppo che sostiene il cessate il fuoco pensando più ai rapporti con il mondo arabo o alle opinioni pubbliche interne. I leader sono spaccati sulla revisione del bilancio 2021-27, che ha bisogno di più risorse per l’Ucraina, le migrazioni e l’aumento degli interessi sul debito comune di NextGenerationEu. I rigoristi chiedono tagli.

Viktor Orban durante un’intervista con l’emittente televisiva di Stato ha detto: “L’Ucraina non vincerà la guerra. Tutti sanno ma non osano dire che la strategia è fallita. È chiaro che gli ucraini non vinceranno e i russi non perderanno. Questo è il momento in cui bisogna fermarsi e dire che il piano A non ha funzionato e che dobbiamo preparare un piano B. Non si può lavorare in questo modo dando soldi a qualcuno la cui strategia di guerra non è più valida. Non vedo alcun motivo per cui dovremmo inviare denaro”.

Lo slovacco Robert Fico ha annunciato che smetterà di fornire aiuti militari all’Ucraina. Dopo averlo promesso in campagna elettorale, il leader slovacco ha dichiarato che Bratislava “darà zero sostegno militare all’Ucraina. È la migliore soluzione. L’Unione europea dovrebbe trasformarsi da fornitore di armi a fautore di pace”.

L’Ucraina è sempre più fuori gioco, avviata verso un congelamento del conflitto, mentre emerge come l’invasione russa del 2022 stia iniziando ad aumentare le entrate degli appaltatori della difesa, poiché clienti come il governo degli Stati Uniti riforniscono le forniture spedite in Ucraina e i paesi di tutta Europa si armano tenendo d’occhio le aggressioni di Mosca.

Nuovi contratti per rifornire direttamente l’Ucraina – o per rifornire le armi statunitensi inviate all’Ucraina – sono stati firmati alla fine dell’anno scorso.

Lockheed, General Dynamics e RTX hanno riportato risultati migliori del previsto negli ultimi giorni, e i dirigenti si aspettano che, sia il conflitto in Ucraina, sia la guerra di Israele, facciano aumentare la domanda a breve termine.

Jason Aiken, direttore finanziario di General Dynamics, ha detto agli analisti di Wall Street: “Siamo passati da 14.000 colpi di artiglieria al mese a 20.000 molto rapidamente. Stiamo lavorando in anticipo rispetto al previsto per accelerare la capacità di produzione fino a 85.000, addirittura fino a 100.000 colpi al mese. E penso che la situazione in Israele non farà altro che esercitare una pressione al rialzo su tale domanda”.

L’unità Combat Systems della General Dynamics, che produce veicoli corazzati, carri armati e l’artiglieria utilizzata dall’Ucraina, ha visto i suoi ricavi aumentare di quasi il 25% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

RTX, che produce razzi AMRAAM utilizzati in Ucraina, ha dichiarato durante la riunione con gli analisti di Wall Street di aver ricevuto 3 miliardi di dollari di ordini dall’invasione russa del febbraio 2022 relativi al rifornimento di scorte di guerra dell’Ucraina e degli Stati Uniti.

Le vendite del terzo trimestre per il segmento dei sistemi di difesa di Northrop Grumman sono aumentate del 6% grazie alla forte domanda di munizioni e motori a razzo utilizzati nei sistemi missilistici guidati a lancio multiplo (GMLRS), che svolgono un ruolo cruciale nel sostenere gli sforzi di difesa dell’Ucraina contro le forze russe.

La svedese Saab ha alzato le previsioni sulle vendite per l’intero anno sulla scia della forte domanda nel settore della difesa, mentre la tedesca Rheinmetall ha dichiarato che i profitti del terzo trimestre sono aumentati grazie alla forte domanda di armi e munizioni.

Il 20 ottobre Biden ha affermato che parte della richiesta supplementare sarebbe andata alle aziende che riforniscono la produzione di armi statunitensi inviate all’estero e ha menzionato i missili Patriot fabbricati in Arizona e “proiettili di artiglieria fabbricati in 12 stati in tutto il paese”, citando Pennsylvania, Ohio e Texas.

Tuttavia non tutto è oro quel che luccica.

I dirigenti di diverse aziende della difesa hanno avvertito che la mancanza di manodopera qualificata e i problemi della catena di fornitura, che rimane “fragile” continuano a ostacolare la capacità delle aziende di evadere gli ordini.

Nel frattempo in Ucraina e in Medio Oriente si muore.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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