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GREEN SHORING: LA NUOVA GEOPOLITICA DELLE CATENE GLOBALI DEL VALORE

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di Laura Luigia Martini

Pochi giorni fa si teneva a Milano un evento estremamente rilevante, grazie al supporto di The European House Ambrosetti. Si tratta del “Green Shoring Global Initiative – Navigating Manufacturing Supply Chain Challenges Through Resiliency”, organizzato dal Ministero degli Investimenti dell’Arabia Saudita. L’incontro ha rappresentato per il nostro Paese un’occasione di dialogo di grande importanza intorno alla necessità di riconfigurare le catene del valore globali per affrontare al meglio gli obiettivi della decarbonizzazione, nonché le conseguenti ricadute sulla competitività industriale. Durante il summit si sono evidenziate numerose opportunità che parternership internazionali e collaborazioni intersettoriali offrirebbero al raggiungimento degli obiettivi del Green Industrial Deal e, più in generale, alla creazione di modelli industriali sostenibili, competitivi e resilienti.
Ma in cosa consiste nella pratica il “Green Shoring”?
Con le parole del Viceministro Valentini del MIMIT, “Green shoring significa trasferire elementi, parti della catena del valore verso Paesi partner. E’ un’alleanza che non è solo scambio energetico, ma possibilità di produrre insieme per cercare di rispettare i parametri green che non sono solo nazionali: i meccanismi Ue richiedono alle aziende di avere un’intera filiera valutata e quindi è un fatto globale. L’Arabia Saudita è leader nei combustibili fossili e intende investire notevolmente per essere leader anche nella nuova frontiera delle rinnovabili, a partire dall’idrogeno verde (…)”.
Un approccio pragmatico dunque, nello spirito della collaborazione internazionale finalizzata al bene comune.
Lo scorso 17 maggio del resto, il Governo Saudita aveva tenuto un Workshop in Giappone sullo stesso tema del Green Shoring, dal titolo “Assisting Supply-Chain Decarbonization of Japanese Firms”. Attraverso la visione “Green Shoring” le aziende giapponesi potranno trasformare le sfide della decarbonizzazione in opportunità di business, ottimizzando le supply chain in modalità eco-friendly e riorganizzando i processi produttivi e la logistica per ridurre l’impatto ambientale.
Potremmo cosí concludere che il Green Shoring è sostanzialmente un paradigma di inestimabile valore nell’ambito di quel pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare il mondo sulla strada della transizione verde. Secondo ISPI, la necessità di avere catene del valore più green e sostenibili si tradurrà anche nell’avvicinamento degli stabilimenti produttivi ai consumtori finali, a significare che agilità e flessibilità guideranno la costruzione delle nuove catene del valore, indipendentemente dall’esistenza di soluzioni a minor costo. Ma come in tutte le sfide, si presenteranno ostacoli da superare, a partire dai più elevati costi operativi, fino alla carenza di fornitori e, come spesso accade, di capitale umano specializzato.

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  • Redazione

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