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GLADIO E PAOLA DEL DIN

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di Savino di Scanno

Re Carlo III nel suo discorso in Parlamento, tra la accurata ricostruzione dei rapporti tra Regno Unito e l’Italia ove ha ricordato che la Corona Britannica contribuì fin dalla nascita alla Unità della Penisola, ha citato la “Patriota” Paola Del Din, ancora vivente, come eccellente combattente durante la Guerra di Liberazione.

Paola Del Din, friulana, durante gli eventi della lotta al nazifascismo, iniziò ad operare con la Brigata Osoppo, formazione partigiana “bianca”, ed il Sovrano del Regno Unito ha affermato: “…«So che in questo giorno stiamo tutti pensando a Paola, che ora ha 101 anni, e rendiamo omaggio al suo coraggio».

Paola è stata un agente del Special Operation Executive con il nome in codice “Renata”, l’unica donna nella Storia Militare Italiana a paracadutarsi in zona di guerra, ed a voler consultare il sito https://www.stay-behind.it/stay-behind/soci-onorari/ , ove per Stay Behind è da intendersi la organizzazione NATO conosciuta come “Gladio”, la troviamo nella sezione dei soci d’onore insieme ad Edgardo Sogno, Francesco Cossiga, Fulvio Martini e Alberto Li Gobbi.

Su “Gladio” sono state scritte pagine, libri, viste, ma a voler ricercare le fonti è illuminante leggere documenti della LUISS ove l’origine si fà derivare al 1940 quando il colonnello inglese Colin Gubbins di stanza in Norvegia creò la prima “rete” di sabotaggio contro i tedeschi che dovevano operare “dietro le linee” e di riflesso il nome “Stay Behind”.

Tale principio verrà adottato nel dopoguerra per creare una rete capillare europea pronta ad affontare una possibile invasione sovietica, connotando tali formazioni come unità anti comuniste.

Quindi “ufficialmente” viene creata in Italia nel 1956 con firme di protocolli segretati tra la CIA ed i servizi segreti militari italiani comunque facendo riferimento ad accordi preesistenti tra quanto firmato dal SIFAR e la CIA.

Nel 1964, oltre all’Italia, i Paesi aderenti erano Stati UnitiRegno Unito, Francia, Germania Ovest, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. In seguito aderirono anche Danimarca e Norvegia.

Non è questa la sede per approfondire quanto a seguire avvenne nel Bel Paese, fino alla sciagurata pubblicazione degli elenchi dei 622 “Gladiatori” in Gazzetta Ufficiale, cosa che tutt’oggi fà sorridere agli addetti ai lavori circa la reale consistenza di tale numero, ma il fatto è che Stay Behind fu una creazione anglo statunitense, che i principali appartenenti italiani provenivano dalla Brigata Osoppo, e che erano tutti anti comunisti.

In sintesi Re Carlo III ha reso omaggio ad una sua agente dei suoi servizi segreti operante in unità anti comuniste.

Ciò scritto a completamento di quanto scritto su questo Nuovo Giornale Nazionale da autorevoli opinionisti, come Raffaele Romano, che in un Suo editoriale cita i rapporti tra MI6 ed i comunisti italiani, tesi ripresa anche dal nostro direttore Silvano Danesi.

Oggi tutti parlano e scrivono di servizi segreti, di intelligence, e se vogliamo è quasi diventata una moda.

I servizi segreti sono sempre stati il braccio operativo della politica come la polizia giudiziaria lo è della magistratura.

Ma in quel mondo, che lo scrivente conosce solo attraverso i libri di letteratura, dicono esista un principio che più o meno possiamo definire del “doppio” applicabile e declinabile in svariate possibilità.

CIA ed MI6 hanno sempre pagato, ovunque, sia governi che opposizioni, ed il fatto che loro uomini e donne operassero in ambo le parti non è una novità ma una procedura operativa standard. Ma ciò lo fanno anche quelli del KGB/FSB come il DGSE ed il MOSSAD.

Per concludere si dovrebbe solo riflettere alle vicende italiane, di come si sono sviluppate dal dopo guerra ai giorni nostri, ma su tali questioni per chi scrive mi viene da pensare che “è inutile”.

Autore

  • Redazione

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