
di Marco CarneIos
l G7 di Hiroshima ha da poco emesso il suo comunicato finale. Un corposo documento di 40 pagine che contiene indubbiamente una serie di iniziative importanti per la governance del nostro precario pianeta. La lettura della parte del comunicato dedicato alla Cina mi ha tuttavia lasciato, a dire poco, stupefatto per – non riesco a trovare una parola migliore – l’ipocrisia che trasuda.
Ma veramente i G7 credono di poter veicolare una politica convincente verso Pechino ricorrendo ad artifici retorici, come lo spostare dal de-coupling al de-risking il focus della loro strategia?
Credono veramente che il Resto del Mondo trovi credibile la loro accusa alla Cina di ricorrere alla “coercizione economica” quando i G7 tutti insieme sono i principali esecutori di sanzioni economiche in tutto il pianeta? Le sanzioni sono forse qualcosa di diverso dalla coercizione economica?
Pensano veramente che quando accusano la Cina di crescita militare nessuno conosca i loro bilanci militari cumulati o nessuno sappia che il nostro pianeta è letteralmente tappezzato da centinaia di basi militari dei principali membri del G7?
Credono veramente che nessuno troverà assurda la loro accusa alla Cina di militarizzare il Mar CINESE meridionale (pratica controversa e da censurare senza riserve!) quando le flotte dei principali membri del G7 pattugliano permanentemente da anni quelle acque che rappresentano comunque la principale arteria del commercio e degli approvigionamenti energetici della Cina? Cosa farebbero loro a parti invertite?
Se i G7 pensano veramente di conquistare “cuori e menti” del Resto del Mondo (Global Rest) con queste argomentazioni temo che siano veramente fuori strada. E poi ci dovremmo stupire se il cosidetto “ordine mondiale basato sulle regole (occidentali)” sta crollando.





