
di Angelo Ciccarella
Quando entri nel sistema cessi di esistere. Subisci un processo che dà l’accesso a quello che si chiama un livello inferiore di energia. La realtà stessa come l’abbiamo sempre concepita, cambia. Una volta dentro, appartieni a loro. Inizia in età scolastica e continua per tutta la vita. Sottrarsi a questo funesto processo è impresa eroica.
Chi c’è dietro al sistema? Ognuno acquisisca coscienza e le troverà. Posso solo dirvi che quella gente toglie la luce del sole e i loro metodi ci strappano la vita e le speranze.
Da anni mi son preso la briga di indicare vie di fuga dal sistema imperante. Sempre ammesso che chi mi segue si renda conto di vivere in una prigione. È il primo passo. C’è una strada, forse più di una, che conduce molto al di là dei fili spinati. Una via d’accesso. Al di là della miseria della nostra condizione, al di là dei colpi di un destino beffardo, contro la crudeltà dei perversi, c’è qualcosa che tutto trascende: una conoscenza unita ad una fede che ci liberano da ogni pastoia, una coscienza di sé talmente vasta che, al suo confronto, ogni diversità umana scompare, una potenza che ti concede una libertà così sconfinata che nessun sistema potrà valere a contenerla.
Sono quella conoscenza, consapevolezza e potenza che nascono dalla presa di contatto con l’altra realtà, quella originaria. Con la nozione – così indigesta al becero materialismo collettivista oggi dominante – che di là dei nostri sensi, della nostra logica, oltre le nostre aspirazioni ordinarie, c’è l’infinito. Esso non è una chimera irraggiungibile, perché si rispecchia e sintetizza dentro di noi. Grande e piccolo si conciliano nell’alchemica coincidenza degli opposti.
La verità va cercata nell’origine di ogni cosa. Per trovarla? Non è poi così lontana. Portiamo in dotazione una scintilla della Fonte di tutta la Creazione. Ce lo dice l’esperienza dei risvegliati di ogni fede. Basta ripercorrere all’interno di noi stessi il corso del fiume, dalla foce alla fonte.
L’unica cosa che possiamo fare è trascendere quelle che sono le risorse umane. Poiché ogni conoscenza delinea un mondo, e ciò che dobbiamo esplorare è questa pluralità di mondi.
Il processo di acculturazione imposto dal sistema ha prodotto in noi stati artificiali, blocchi, nodi esistenziali. Scuotersi di dosso e spezzare le catene è impresa titanica, ma non impossibile.
Il metodo è anche semplice. Impegnare la mente a manipolare determinati simboli di uscita. Più che convincersi di poter scappare dalla prigione, sperimenteremo, oltre a dialettiche e formule, l’uso del simbolismo, sintesi di forze e schemi d’energie. Il risultato sarà sconcertante. Quando si compiono determinate azioni seguono determinati risultati. Si apriranno confini. Si romperanno argini.





