
Finalmente si sono svegliati con una giornata di sciopero.
Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, i sindacati dei metalmeccanici, dopo un lungo sonno, ieri si sono mobilitati insieme, sotto lo slogan “Cambiamo marcia: acceleriamo verso un futuro più giusto”.
Forse a dare lasveglia è stata la posizione degli Usa.
Stellantis è stata infatti richiamata sia dalla Casa Bianca che dal sindacato United Auto Workers (Uaw) a rispettare la promessa fatta nel 2023 di reinvestire nelle comunità colpite dalla chiusura degli impianti negli Stati Uniti. La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha sottolineato l’importanza che il costruttore automobilistico mantenga gli impegni di riapertura ed espansione della produzione nelle aree colpite dalle chiusure passate. Stellantis affronta inoltre critiche da parte dell’Uaw, che accusa il gruppo di non aver rispettato gli impegni di produzione e investimento concordati.
Scossi da tanta presa di posizione, anche i sindacati dei metalmeccanici italiani sono scesi in piazza per difendere l’occupazione e rilanciare il futuro dell’industria dell’auto in Italia, a partire dai siti Stellantis.
In piazza 20mila persone, riferiscono gli organizzatori.
Lo sciopero è iniziato dal primo turno di lavoro.
Il corteo a Roma è partito da piazza Barberini diretto a piazza del Popolo, con l’intervento dei segretari generali dei sindacati dei metalmeccanici, Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella.
In piazza anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.





