
di Marco Sarli
Siamo quasi arrivati alla stesura definitiva della norma che prevede la tassazione degli extra margini d’interesse delle banche italiane.
La nuova formulazione appare ritagliata sugli interessi di Banca Mediolanum di proprietà della famiglia Doris e per il 30 per cento della famiglia Berlusconi.
La nuova formulazione prevede per Mediolanum uno sconto del 70 per cento contro una media del 30 per cento delle altre banche quotate in Borsa.
Marina, azionista di maggioranza insieme al riservatissimo fratello Piersilvio della holding di famiglia Fininvest dalla quale dipende Mediaset e cioè le aziende radiotelevisive che fanno “concorrenza” alla recentemente normalizzata RAI, non ha fatto mistero della sua viva contrarietà al provvedimento governativo, un po’ peronista, sugli extra margini d’interesse delle banche italiane, che hanno fatto letteralmente profitti record nel primo semestre 2023 (profitti esplosi già nella seconda parte del 2022 e che molto verosimilmente proseguiranno nella seconda parte dell’anno in corso).
Il provvedimento non va, comunque alla radice del problema che è rappresentato dal quasi totale immobilismo delle banche italiane sul fronte dei tassi ancora a zero virgola sulla giacenza media di 1.100 miliardi di euro, giacenza media che meriterebbe almeno un EURIBOR meno qualcosa come offerto dallo spagnolo BBVA (Banco Bilbao Vizcaya y Argentaria a vecchi e nuovi depositanti: 4 per cento sui depositi a vista e 5 per cento su quelli vincolati a dodici mesi), un’offerta che spariglia completamente il sonnacchioso e alquanto oligopolistico sistema bancario nostrano.
Tornando a Marina, ricordo sommessamente che, assieme ai fratelli e sorelle, è titolare della quasi totalità del debito del partito paterno che, dopo varie denominazioni, è tornato a chiamarsi Forza Italia.





