
di Lino Sacchi
Cosa faremo quando il dilemma sarà “morire per Vilnius”? o per Cracovia? Per Bucarest? Per Zagabria? Perché quello è il nostro futuro. Ogni volta bandiera bianca e diplomazia? Unico dubbio, se Putin voglia ricostruire l’Unione Sovietica, o il mondo di Yalta o l’impero zarista. Abbiamo la fortuna di avere gente che si batte per noi, almeno armiamola. Tra battersi (quod deus avertat) e alzare bandiera bianca, la guerra per procura è una cinica via di mezzo, ma meglio che niente. Per inciso, è da altri che dovremmo temere la minaccia nucleare. C’è gente che l’apocalisse nucleare non la teme, a differenza di Putin, anzi la accoglierebbe festosamente e sono gli Ayatollah iraniani: aspettano il ritorno del 12° imam e con esso la fine del mondo, no? Quanto ci vorrà perché si attrezzino adeguatamene?
L’Europa (la sua gente, i suoi leaders) ha ormai capito che deve (pardon, dovrebbe) armarsi perché in un mondo dominato da grandi potenze in competizione, armate fino ai denti, l’inerme è condannato all’irrilevanza. Si sforza di credere che manterrebbe il suo benessere anche in stato di irrilevanza. La “gente” forse lo crede veramente; quanto ai leaders, quale aria tiri l’han capito sicuramente, ma si sa che le loro prospettive non vanno al di là del successivo turno elettorale. E comunque sanno bene che i forti dettano le regole mentre i deboli le subiscono. L’Europa ha capito – dicevo – ma sa benissimo che armarsi è un’impossibilità perché comporterebbe di sottrarre risorse al welfare nel quale tutti ci culliamo. L’Italia in particolare: togliere soldi alla sanità? Ma per carità! Alla scuola? Alla scassata Giustizia? Ma per carità! Toccare privilegi e diritti dei taxisti, dei balneari degli ex presidenti di Corte Costituzionale, dei burocrati tutti, dei benzinari? Non se ne parla nemmeno. E poi c’è l’aspetto più decisivo: soldi a parte, quello che manca è lo spirito. Il mondo occidentale è occupato a colpevolizzarsi per il suo passato. La vecchia Europa, in particolare, per espiare ha smesso di fare figli (oltre a tutto, è più riposante ed economico), e sta rovinandosi con la transizione green, ben sapendo che il resto del mondo se ne “fotte”.
Va certamente rivisto il nostro sistema di regole che chiamiamo democrazia, premettendo quanto di seguito. Della democrazia sono sempre stato un caldo fautore, in nome della famosa massima di Churchill (è il peggiore dei sistemi…, eccetera). La mia convinzione ha cominciato ad incrinarsi da qualche tempo, e spiego perché. In sostanza, la vedo perdente, ma se è perdente, non è il migliore dei sistemi! Forse lo era, quando l’Europa era l’ombelico del mondo – diciamo – al tempo della “missione civilizzatrice dell’uomo bianco”. Ora è handicappata tra cancel culture, ideologia woke, e necessità di mettere qualsiasi cosa “in sicurezza” (parola amata da chi non ha capito che la “sicurezza” non esiste); è handicappata, perché la sua stessa natura le impedisce di “fare”. Fra i tanti esempi, un’esperienza che ho vissuto. Sono stato il responsabile degli studi geologici per il famoso TAV Torino-Lione. Nel 1994 ho messo su un gruppo di ricerca e ho consegnato la relazione nel 1996. Passati 28 anni, il tunnel non esiste, e i cantieri sono sempre lì, protetti dalla Polizia con enormi spese, a difendersi dalle sassate dei deficienti. Per confronto: in Egitto, quando Al Sisi (certo, non un prototipo di leader democratico) ha deciso che la cosa andava fatta, in due anni dalla decisione ha raddoppiato 40 km di Canale di Suez, con movimenti di terra, ordini di grandezza superiori a quello del TAV. È un tipo di confronto che fa vacillare certezze. Ebbene – è qui che voglio arrivare – la bandiera bianca in Ucraina sarebbe la certificazione della diagnosi “infausta” (come dicono in gergo medico) per la democrazia. Morte per inettitudine. Nel 2022 tutta l’EU ha speso per l’AI meno di quel che investito Bill Gates da solo.
Allora. Mi sono convinto che la democrazia come noi la intendiamo – ovvero basata sul suffragio universale – non si regge ed è moritura. Necessiterebbe di un demos con alto livello di maturità, cultura, civismo. Irraggiungibile. Verrà sostituita da una qualche sorta di oligocrazia. Però, intanto teniamoci quel che abbiamo: è sempre meglio del regime criminale tipo Putin, e della teocrazia islamica. Da noi, bene o male, il giornalista di opposizione può entrare nell’ascensore con ragionevole certezza di uscirne vivo.
Teniamoci la guerra per procura, visto che non sappiamo fare di meglio. Una terapia palliativa…





