
A pochi giorni dalla sua comparsa sul palco della Pennsylvania con Donald Trump, Elon Musk ha sparato un missile ipersonico a testata multipla contro il Clan Clinton e affiliati.
Sul palco, lo stesso che vide il tentato assassinio di Trump, Elon Musk, indossando un cappellino nero, ha detto: “Sono il Dark Maga”, avvertendo in codice chi deve intendere che lui è come il Dark Web, ossia ha in mano documenti scottanti.
Per non lasciare dubbi in merito, Musk ha fatto capire a chiare lettere che Trump ha in mano la lista dei clienti di Epstein, il miliardario pedofilo che è stato suicidato in carcere.
Veniamo ai fatti.
Elon Musk ha concesso un’intervista all’ex anchorman di Fox News, Tucker Carlson nella quale ha affermato che i miliardari che sostengono e finanziano la campagna elettorale della vicepresidente Kamala Harris, tra cui Reid Hoffman e Bill Gates, temono che Donald Trump possa vincere le elezioni presidenziali e diffondere così la “lista dei clienti” del magnate-pedofilo Jeffrey Epstein, morto per un apparente suicidio nell’agosto 2019 presso il Metropolitan Correctional Center di Manhattan.
L’intervista, trasmessa sulla piattaforma X, dura 108 minuti.
Musk ha dichiarato apertamente che “alcuni dei miliardari che stanno dietro Kamala Harris sono terrorizzati da una vittoria di Trump”, in quanto, se Trump dovesse vincere, uno degli effetti più temuti sarebbe la pubblicazione della famigerata lista dei clienti di Jeffrey Epstein, il finanziere legato a uno scandalo di traffico sessuale di minorenni.
E’ del tutto evidente che se Musk fa queste affermazioni, significa che Donald Trump quella lista la deve avere da qualche parte. Non sicuramente nella sua dimora a Mar-a-Lago, ampiamente sondata dagli agenti dell’Fbi, forse non a caso.
Durante l’intervista, Carlson ha chiesto direttamente a Musk: “Pensi che Reid Hoffman sia preoccupato?”. Musk ha risposto senza esitazione: “Sì, e anche Gates”.
In particolare, ha suggerito che i donatori di Harris, inclusi Gates e Hoffman, potrebbero essere collegati alla vicenda, dichiarando che c’è una “forte sovrapposizione” tra i principali finanziatori di Harris e i nomi che compaiono su quella lista.
Anche se Musk ha fatto i nomi di Gates e Hoffman, il missile ipersonico è diretto al Clan Clinton, prova ne sia che Musk ha messo in campo un altro punto saliente: il confronto tra il trattamento riservato ai manifestanti del 6 gennaio 2021, data dell’assalto a Capitol Hill da parte di un gruppo di supporter dell’ex presidente Trump, molti dei quali, ha spiegato Musk, sono stati condannati a pene detentive, e la mancanza di azioni legali contro coloro che sono coinvolti nello scandalo Epstein, tra cui molti personaggi famosi. “È pazzesco!”, ha esclamato Musk, aggiungendo che è “incredibile” che “centinaia di manifestanti del 6 gennaio siano stati condannati a pene carcerarie, mentre non è stata intrapresa alcuna azione contro il peggior trasgressore nella lista dei clienti di Epstein”. Musk ha quindi ribadito la sua posizione, affermando che “parte del motivo per cui Kamala Harris sta ricevendo così tanto supporto è che, se Trump vince, quella lista di clienti di Epstein diventerà pubblica”.
Il messaggio in codice riguarda Nancy Pelosi.
Chi aveva un particolare legame con il finanziere, oltre a Bill Gates e al Principe Andrea, era sicuramente l’ex presidente Dem Bill Clinton. Nei documenti legati al magnate-pedofilo resi noti all’inizio dell’anno nell’ambito della causa intentata dalle vittime, Clinton è menzionato 50 volte, anche se non vi sono prove di comportamenti illeciti relativi al traffico sessuale di Epstein. I legami tra Clinton ed Epstein erano già noti, ma un portavoce ha dichiarato che la loro amicizia era limitata a iniziative filantropiche. Virginia Giuffre, una delle accusatrici, aveva citato Clinton tra i frequentatori delle residenze del finanziere.
A gennaio, secondo quanto disposto dalla giudice di New York, Loretta Preska, erano stati desecretati i nomi di persone associate al finanziere Jeffrey Epstein.
Tra i nomi resi noti, clienti, ma anche conoscenze e frequentazioni. E parti lese. Una lista attesa con il fiato sospeso perché tra i citati sono presenti anche Michael Jackson, David Copperfield, l’ex governatore del New Mexico Bill Richardson, il guru della tecnologia Marvin Minsky, l’astrofisico Stephen Hawking, l’agente di modelle francese Jean-Luc Brunel, l’investitore americano Glenn Dubin. E c’è anche il principe Andrea.
Tuttavia, il missile di Elon Musk pare riguardare in particolare il Clan Clinton.
Secondo Abc News, l’ex presidente degli Stati Uniti è menzionato più di 50 volte nei documenti giudiziari. Ha viaggiato sull’aereo di Epstein in viaggi umanitari in Africa all’inizio degli anni 2000 e all’epoca ha elogiato Epstein come un filantropo. Nella deposizione di Johanna Sjoberg, che ammonta a 179 pagine, si legge che il finanziere aveva menzionato che l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton aveva una preferenza per le «ragazze giovani». «Jeffrey [Epstein] ti ha mai parlato di Bill Clinton?» è stato chiesto alla testimone nel corso della deposizione, trascritta in un atto diffuso mercoledì. «Una volta ha detto che a Clinton piacciono giovani, riferendosi alle ragazze», ha risposto la testimone.
Lo staff di Clinton ha detto di aver tagliato i rapporti con Epstein prima che il finanziere fosse indagato. In passato hanno affermato che non sa nulla dei crimini di Epstein. E — sempre secondo Abc — molte delle sue menzioni in questi atti giudiziari si riferiscono ai tentativi falliti di Virginia Giuffre di far testimoniare l’ex presidente sulla sua relazione con Epstein. Per entrambi gli ex presidenti non si fa cenno ad alcun comportamento penalmente rilevante.

Sicuramente imbarazzante è un olio su tela che raffigura Bill Clinton adagiato su di una poltrona con le gambe accavallate sul bracciolo, che indossa un abito da donna blu e un paio di scarpe rosse con i tacchi: un chiaro riferimento al look di Monica Lewinsky.
La Lewinsky era così vestita nel giorno del famigerato incontro con l’allora presidente Usa nello Studio Ovale, con il quale ebbe una tresca.
Il quadro era appeso in una delle stanze della lussuosa mansion del miliardario Jeffrey Epstein a Manhattan, secondo quanto ha riportato il New York Post citando fonti investigative.
Il Post pubblica anche una foto della bizzarra immagine, scattata col telefonino da una donna che frequentò la townhouse in cui il finanziere americano organizzava festini con ragazze minorenni. L’opera è dell’artista newyorchese Petrina Ryan-Kleid e si intitola “Parsing Bill”.
La vicenda della elezioni Usa è ormai arrivata al bombardamento nei dintorni del front office della Cupola, rappresentato dai Dem del Clan Clinton e dai neo-con, ma gli avvertimenti riguardano quelli che stanno dietro le quinte, perché, da quel che si capisce, ormai è guerra aperta ai vertici di chi, in questi anni, ha trascinato il mondo in una logica globalista guerrafondaia, connotata da ideologie folli (green, cancel culture, climat change, transumanesimo), da pseudo filantropie con delirio di onnipotenza e dalla quale si esce solamente con una logica di intesa multipolare e tornado alla salute mentale di leadership con i piedi per terra.
Evidentemente, da quanto afferma Musk, la pedofilia è parte integrante del collante di chi avrebbe voluto governare il mondo.





