
di Giulio Galetti
A leggere i commenti e i titoloni pare che in Spagna la destra sia stata sconfitta sonoramente, mentre la sinistra tenga (?!?).
Ma essere scettici è un dovere, sempre, soprattutto quando si parla di risultati elettorali.
In Spagna in realtà accade quanto segue.
Sanchez, il leader socialista, ha tentato la strada del campo largo per guadagnare posizioni alleandosi con Sumar, la piattaforma progressista guidata dalla ministra del Lavoro Yolanda Diaz, che ha raccolto al suo interno 16 forze politiche di sinistra, inclusa Podemos… Come è andata? 153 seggi contro i 158 delle ultime elezioni politiche, ergo la coalizione o meglio l’alleanza, essendo il voto spagnolo proporzionale, totalizza -5 seggi. Il magro risultato è frutto di una cannibalizzazione di voti da Sumar.
Vox, il partito di ultradestra guidato da Santiago Abascal perde 19 seggi rispetto ai 53 precedenti, in forza della campagna del Partito Popolare che esclude la volontà di ricorrere ai voti di VOX per governare.
Il Partito Popolare, guadagna 47 seggi portandosi a 136 seggi superando così il PSOE di Sanchez. Ammesso e non concesso che il leader del PPE Alberto Núñez Feijóo volesse rinnegare la sua campagna elettorale e fare una alleanza con VOX, di cui non si trova traccia nei comizi e nelle dichiarazioni pre-voto, la somma della alleanza (ipotetica) di centro destra sarebbe 169 seggi ovvero + 28 seggi
Sintesi distaccata e oggettiva:
centro destra + 27;
centro sinistra – 5.
Il gap aumenta quindi a 33 seggi.
Non si spiegano quindi i titoli enfatici dei giornaloni, che parlano di una destra sconfitta, focalizzandosi su VOX che è stata sconfitta si… ma dal PP che le ha portato via un terzo dei deputati.





