
Il centro destra ha fatto di tutto per perdere in Sardegna e alla fine c’è riuscito. Bene, bravi!
Dopo uno spoglio incredibilmente lento, il “centro sinistra” ovvero il campo largo ha conquistato la maggioranza dei voti di lista, il 45,5% che vale la maggioranza in consiglio, ma ha clamorosamente perso la corsa per il governatore.
Truzzu si è fermato al 45% dei voti qualche decimale in meno di quelli conquistati dalla Todde che può ora esultare.
Certo, fanno un po’ ridere Conte e la Schlein che, a spoglio ancora in corso, volano in Sardegna per festeggiare una vittoria ottenuta per meno di una manciata di voti e comunque non confermata dal voto di lista, ma così stanno le cose.
Il voto di ieri è il primo da lungo tempo a questa parte a consegnare alla sinistra italiana una vittoria, sia pure di strettissima misura, e questo non può che fare esultare chi di vittorie è da tempo digiuno.
I leader del centro destra devono capire che le persone normali detestano le risse intestine, le gelosie di partito, le prove di forza fra alleati. Salvini da tempo fa le bizze, non solo in Sardegna, sempre in Sardegna la Meloni ha imposto Truzzu e questi si è rivelato un candidato del tutto inadeguato, non votato da molti elettori dello stesso centro destra. Del resto la sconfitta clamorosa subita da Truzzu nella sua Cagliari parla molto, molto chiaro.
Il solo pensiero di una Italia ed una Europa governate da una sinistra ideologica e da figuri alla Conte è terrorizzante, ma il centro destra deve ficcarsi bene in testa che per essere davvero alternativi occorre dimostrare di saper governare bene, senza paraocchi ideologici né, soprattutto, subalternità culturali. Se non ci si dimostra capaci di farlo sono guai grossi, per tutti.





