
di Adolfo Tasinato
Le elezioni regionali in Sardegna hanno visto la vittoria di Alessandra Todde del Movimento 5 stelle candidata del cosiddetto campo largo l’alleanza tra M5S e PD, contro il candidato del centrodestra Paolo Truzzu Sindaco di Cagliari.
Già molti commentatori più o meno obiettivamente hanno analizzato la tornata elettorale sarda che, voglio ricordarlo perché chiave di lettura fondamentale, è e rimane un test elettorale territoriale.
Questo perché alcuni presunti esperti di parte hanno parlato di test valido a livello politico nazionale o addirittura a livello di elezioni europee di Giugno. Nulla di tutto ciò perché le contese elettorali territoriali, come sono le elezioni Regionali e Comunali, sono partite dove contano i temi locali, quelli che interessano praticamente le popolazioni, dove sono in gioco non tanto gli ideali e i simboli di partito quanto le persone che vengono candidate, la loro esperienza politica, la loro notorietà e capacità, conta persino la loro immagine che comunica anche più delle parole.
Ma analizziamo brevemente l’esito del voto in Sardegna, la vittoria della Todde è molto risicata meno di mezzo punto di differenza, 45,4 contro il 45%. Una differenza cosi lieve fa pensare che chi ha perso poteva anche vincere e cosi è; Paolo Truzzu, il candidato scelto dal centrodestra, ha perso i voti che potevano dargli la vittoria proprio nel capoluogo dove ha lavorato come Sindaco. Si è votato con la regola del voto disgiunto pertanto molta gente che ha votato per il centrodestra a livello di liste non ha votato il candidato proposto. Una scelta più attenta avrebbe molto probabilmente dato la vittoria al centrodestra.
E’ evidente che la vittoria della grillina Todde è stata favorita dalla scelta poco lungimirante del suo sfidante, un candidato poco apprezzato come Sindaco di Cagliari e di scarsa presa sul resto dell’elettorato sardo. Come accennato, nelle elezioni territoriali è fondamentale la scelta del candidato, conta la persona indipendentemente dal simbolo del partito, il Movimento 5 stelle, partito della Todde che ha vinto, ha preso pochi voti ma la candidata è stata eletta Presidente della Regione.
Ricordiamoci che Berlusconi, uno che di comunicazione capiva qualcosa, pretendeva di scegliere i candidati tra quelli che avevano dimostrato di sapersela cavare bene davanti alle telecamere, voleva fossero sempre impeccabili anche nel vestire e nella cura dell’immagine, sapeva benissimo il buon Silvio che una immagine vale più di tante parole e che l’elettore incerto, quello che non va a votare volentieri, rimane colpito favorevolmente e incuriosito da una presenza dignitosa che ispira fiducia e che poi si rivela anche competente ed abile.
Il meccanismo è in fondo semplice, vedo in tv il personaggio politico, mi colpisce per come si pone, si presenta e comunica, lo trovo sui social e leggo qualcosa che mi interessa e decido di approfondire la conoscenza magari guardando dei video di approfondimento, infine decido di seguirlo stabilmente e quando lo vedrò di nuovo in televisione rafforzerò il mio apprezzamento su di lui. Ovviamente sto semplificando ma il processo è sostanzialmente questo oggi che ci sono i social oltre alla televisione ed i giornali tradizionali. In sintesi la scelta di un candidato per elezioni territoriali dovrebbe basarsi sulla competenza ed esperienza politica che viene riconosciuta a quel candidato, sulla notorietà tra gli elettori ma sempre riferita al campo della politica, a poco serve candidare un personaggio dello spettacolo se non ha competenza politica cosi come è un flop nominare un bravo professionista però sconosciuto ai più. Altro aspetto di carattere psicologico che potrebbe avere giocato un ruolo nella sconfitta del candidato proposto da Fratelli d’Italia è che la scelta è piovuta dall’alto, da Roma, trascurando quindi le comunità locali chiamate poi a votarlo.
Altri elementi che secondo diversi analisti possono aver concorso alla mancata affermazione del Centrodestra sono a mio avviso i seguenti.
Divisioni interne: la coalizione di centrodestra era apparsa divisa in alcune fasi della campagna elettorale, con Lega e Forza Italia che non sempre hanno trovato un accordo.
Mancanza di un programma forte: il centrodestra non è riuscito a presentare un programma chiaro e convincente per la Sardegna, con proposte concrete su temi come lavoro, sanità e ambiente.
Campagna elettorale poco efficace: la campagna elettorale del centrodestra è stata considerata da molti poco incisiva e non in grado di mobilitare l’elettorato.
Astensione: l’astensione record (57,6%) ha penalizzato soprattutto il centrodestra, che ha la sua base di consenso tra gli elettori più anziani e meno propensi a disertare le urne.
Oltre a questi elementi, il centrodestra ha sofferto anche la concorrenza del candidato di Sardegna Civica, Renato Soru, che ha raccolto quasi l’8% dei voti.
In definitiva, la vittoria di Alessandra Todde, candidata ben conosciuta all’elettorato in quanto Parlamentare e già Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico nel Governo Conte, poi Vice Ministro nel Governo Draghi oltre che imprenditrice e manager, è il risultato di una serie di fattori, tra cui gli errori del centrodestra, la sua capacità di aggregare un’ampia coalizione e l’astensionismo che ha colpito soprattutto il suo avversario.
Se per il centrodestra si impone un momento di riflessione, per la coalizione uscita vincente in Sardegna non è tutto oro quel che luccica. Pd e M5s sono entità antagoniste, uno è il Partito che governa pure quando perde le elezioni grazie alla sua penetrazione nei centri nevralgici del sistema politico e non solo, l’altro è un movimento anti sistema che ha sempre visto l’alleato attuale come un nemico, basta ricordare certe frasi di Luigi Di Maio sul Pd “partito di miserabili alla ricerca di poltrone” era il 2018.
Un altro elemento da considerare è l’atteggiamento a livello comunicativo tenuto nelle ultime settimane dal Segretario del PD Elly Schlein che ha cercato di emarginare, non citandolo quasi mai, l’amico-nemico Conte per rivolgersi direttamente al suo principale avversario e cioè Giorgia Meloni. Con la vittoria della Todde però l’Avvocato del popolo santificato dal Vaticano torna protagonista sulla scena alle spese proprio della segretaria del Pd. Sarà interessante vedere come gestiranno la convivenza, probabilmente ripeteranno l’esperienza del “campo largo” ma questo non significa affatto che sarà una scelta vincente anzi probabilmente sarà il contrario anche per i motivi esposti e soprattutto perché come ampiamente sottolineato non è il Partito che fa primavera ma il candidato.
Vediamo anche cosa accadrà quando gli elettori del Movimento 5 stelle si accorgeranno che è forse in atto il tentativo di fagocitare il Movimento facendolo diventare una appendice del Pd. L’esito del voto rafforza la Schlein e questo probabilmente non piacerà ai suoi avversari interni che comunque potranno puntare sulla narrazione che vede Elly al traino di Conte, una sorta di rito evocativo dell’oscuro Conte 2.
Per quanto riguarda Giorgia Meloni che ha ammesso la sconfitta di strettissima misura con la determinazione di trarre insegnamento anche dagli errori, mi permetto di consigliare di fare attenzione in generale alle situazioni in evoluzione come in politica estera, rimanere coerenti è necessario ma attenzione a non cedere opportunità agli avversari che potrebbero assecondare il malcontento dei cittadini riguardo ad esempio alle difficoltà economiche legate al permanere di certe situazioni di crisi internazionale come la guerra in Ucraina, la crisi di Gaza e nel Mar Rosso.
Da evitare assolutamente anche di farsi etichettare come il Governo che continua di fatto l’opera del Governo Draghi sotto altre spoglie. La gente in questo caso sceglierà chi sosteneva Draghi. Come ho già detto è importante offrire ai cittadini messaggi positivi e migliori prospettive ecco perché sarebbe importante parlare, a proposito della crisi in Ucraina, di azioni diplomatiche per la soluzione del conflitto e non solo di nuove armi e soldi spesi per quel conflitto.
Un leader esperto come Giorgia Meloni sa che bisogna offrire alla gente anche una visione positiva e realizzabile per il futuro anche a breve termine. E’ quindi importante mantenere viva l’attenzione e l’empatia con i cittadini e lavorare sui temi che la gente ritiene importanti che non sono, come si potrebbe credere, l’ambiente, il clima o i bagni fluidi nelle università ma piuttosto la sanità in una Nazione con tanti anziani, il lavoro e i diritti dei lavoratori, l’economia e l’industria, il saper offrire una visione ai tanti giovani in cammino verso il futuro, la difesa della nostra storia, cultura e tradizione. Coniugare quindi temi internazionali con temi locali spiegando bene alle persone il perché di certe scelte senza farsi coinvolgere in risse che l’opposizione tenterà di provocare metaforicamente ma anche fisicamente ad esempio nelle piazze.
Sulla base dell’esperienza vissuta con le elezioni in Sardegna credo che Giorgia Meloni sappia anche fare, quando serve, un passo di lato nei confronti dei suoi alleati. A volte è opportuno agire così invece di fare a tutti costi un passo in avanti. Le capacità di mediazione le ha e ha anche dei colleghi di ottimo livello in grado di parlare alla gente ed agire con cognizione di causa. Sarà importante verificare le possibilità di posizionamento del Centrodestra alla luce delle dinamiche in atto nell’opposizione e la sua capacità di ampliare il consenso laddove l’elettorato è attualmente passivo e disorientato.





