
di Giovanni Bernardini
Dopo le batoste in Lombardia, Lazio e Friuli arriva per il centro sinistra una nuova bruciante sconfitta, forse ancora più grave se si pensa che nelle elezioni comunali il centro sinistra è da sempre favorito, specie nei ballottaggi.
Il fatto politicamente significativo di queste elezioni amministrative è che il famoso “effetto Schlein” non c’è stato, anzi, c’è stato al contrario nel senso che con tutta probabilità ha indotto molti elettori del PD a disertare le urne.
In effetti un riformista vero, una persona che non ragioni in maniera ideologica non può sentirsi rappresentata dalla neo segretaria del PD, autentico concentrato di tutti i coascami del peggior ideologismo.
Per inciso: forse non è un caso che a Vicenza, una delle poche grandi città in cui il centro sinistra ha vinto, il neo sindaco avesse invitato la Schlein a non farsi vedere in campagna elettorale…
Dal voto esce a pezzi anche l’ipotesi del tanto reclamizzato “campo largo”. L’alleanza fra PD e M5S non funziona: allontana dai 5S i “duri e puri” e dal PD tutti coloro che si richiamano in, in maniera più o meno condivisibile ma sul serio, al riformismo.
Piaccia o non piaccia il governo esce rafforzato da questa tornata elettorale, e questo non èmale per il paese.
Resta l’allarme per l’altissima percentuale degli astenuti. Un fenomeno trasversale anche se penso colpisca di più, in questa fase, il centro sinistra. In ogni caso un fenomeno preoccupante che dovrebbe far riflettere tutti.





