
di Alessandro Roazzi
Musk ci prova a scuotere la vecchia quercia europea: europei, unitevi a noi. Colonizzazione di ritorno.
In Europa i pretoriani del mercato starnazzano pieni di paura; la destra revanscista rialza la testa; i “ducetti” post muro di Berlino approfittano del fantasma europeo. Il giustizialismo gender e ultra verde del progressismo d’élite grida allo scandalo mostrando la sua impotente debolezza.
E poi ci si meraviglia di Musk? C’è una parola che potrebbe risvegliare la politica europea ed è socialismo. Tutto da ricostruire, tutto da far rinascere, tutto da rimotivare partendo dal lavoro, dai valori di libertà e solidarietà, dalla reindustrializzazione, dalla scelta politica di una Europa possibile ma con un governo vero, reale.
Socialismo sarebbe l’unica arma che Musk potrebbe temere. Socialismo sarebbe l’unico inizio di un riscatto politico e culturale. Socialismo vuol dire difendere la “Bestia” più’ temuta dai Musk: lo spirito critico, il dissenso, il confronto a schiena diritta.
Socialismo vuol dire parlare agli ideali dei giovani ed offrire loro un nuovo protagonismo della conoscenza. Socialismo vuol dire giustizia sociale per sottrarre ai potentati i nuovi milioni di plebei. Socialismo vuol dire quello che l’imbecillita’ politica delle ex sinistre europee ha bandito per non rimettersi in discussione e ripartire.
Musk sa però che non deve temere tutto questo ed apre le braccia agli europei. Non sarà la baronessa, non saranno gli antisocialisti italiani da Prodi a Conte, non saranno gli smarriti socialdemocratici tedeschi o i fantomatici socialisti francesi a fermarlo. Ecco, non c’è nessuno oggi in grado di fermarlo.
Ma il socialismo non è malgrado tutto morto ancora. Sempre in grado di lottare specie se cultura, giovani ed energie sociali ne riprenderanno la bandiera. Amen.





