Home Cronaca E BASTA CON ‘STO FASCISMO DI DANIELE CAPEZZONE

E BASTA CON ‘STO FASCISMO DI DANIELE CAPEZZONE

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di Manlio Lo Presti

È un libro rigoroso scritto con una giusta dose di indignazione e di ironia nel trattare il tema dell’antifascismo che non istruisce, non unisce, non chiarisce ma crea e alimenta una guerra ibrida che deve indebolire il Paese.
L’Autore ci offre decine di esempi di tensione generati dall’uso ossessivo del cosiddetto antifascismo per coprire la totale assenza di programmi politici dei progressisti dem per migliorare ed efficientare gli Usa e l’Italia.
Parte delle pagine sono dedicate al processo di espansione della teologia “woke” americana in Europa. Elenca le numerose esagerazioni di questa ondata sostenuta politicamente e, soprattutto economicamente, da un ristretto gruppo di miliardari angloUsa che controllano in modo ferreo l’apparato della comunicazione, del cinema, delle catene televisive ed infine delle università Usa e inglesi da dove è partita la campagna di crescente censura del passato e la criminalizzazione di scrittori, politici, economisti, artisti, non allineati e messi al bando con eliminazione delle statue, dei loro libri negli atenei, licenziando i dissidenti. Emblematico il caso di Dante etichettato come islamofobo, ma anche Shakespeare non sta meglio! Si è finito per etichettare con gli occhi di oggi le logiche del passato.
Il libro ci offre molte informazioni sul terreno delle dottrine che pretendono di cambiare la realtà se questa risulta divergente dai canoni ideologici dettati dalle mitologie woke, ambientaliste, elettriche, inclusive, ecc. Pretendono di spiegarti tutto (p. 16). Censura diffusa nelle università. Esiste il ruolo del “diversity officer” per il controllo della parola sgradita pronunciata durante le lezioni universitarie.
L’intero libro corre sul terreno dello scontro delle idee, sulla feroce censura dei canali di rete – tutti con sede Usa – contro coloro che dubitano mediante il loro seppellimento nella melma della irrilevanza e della cancellazione dei dissidenti. Esiste un “antifascismo eterno” con buoni e cattivi. Pretesa superiorità morale e culturale diffusa con ampio controllo dei media (p. 29). Per i progressisti è fondamentale il controllo della narrazione (p. 31).
La sinistra si arroga il diritto di affermare che la maggioranza “vota male” (p. 90).
L’autore evidenzia che il racconto è sotto controllo in caso di stragi attentati spingendo sul surrealismo bianco ma sfocando e sforzando sull’estremismo islamico parlando di “auto sulla folla”, come se si veicoli si muovesse da soli. Si occultato Religione e nazionalità degli autori di atti criminali (p. 33).
Dal discorso libero a quello controllato il passo è breve. Post-verità con giudizi precostituiti (p.58).
Non c’è più il confronto delle idee ed una possibile sintesi, na si assiste ad uno scontro che ha il solo scopo di sterminare gli avversari accusati di fascismo, complottismo, di notizie false.
Per la sinistra gli esami non finiscono mai con nuovi e più severi scrutini alla destra (p. 34). Viene occultato che la destra esiste prima del fascismo.
Fondamentale l’osservazione che Capezzone evidenzia che nessuno vuole essere governato dall’altro è quindi anniamo un Paese immerso in una guerra civile permanente (p. 41). La violenza di destra è fascismo, la stessa violenza attuata dalla sinistra diventa nobile antifascismo seguendo le tesi della “violenza rivoluzionaria” di Marcuse (p. 55) continuando così ad utilizzare il doppio standard moralistico.
Capezzone ci ricorda i violenti disordini dei collettivi (pp. 60, 62) universitari per togliere la parola alle persone sgradite. Il caso Ratzinger costretto ad andarsene spiega tutto. Abbiamo una “piazzale Loreto morale (p. 67). La violenza universitaria di sinistra occultata e grancassa allo squadristi della destra (p. 70). Prosegue raccontando dello svolgimento di un convegno su “Il mondo dopo l’Ucraina” con la polizia schierata contro i collettivi di sinistra (p. 80). Antifascismo perenne e mobilitazione perpetua sono le uniche linee guida (82).” Interessante l’analisi del discorso di Trump del 6 gennaio 2021. Viene descritta bene la procedura delle sinistre e dei loro assalti: il cosiddetto “antifascismo con riserva” (p. 89).
Viene evidenziato l’insediamento di “nuovi chierici” un tema che voleva trattare Pier Paolo Pasolini al congresso radicale del 4 novembre 1975, ma fu ucciso prima (p. 100). Altre considerazioni sono riportate nel testo con una narrazione lucida, incalzante e serrata.
In tutto il testo illuminante e documentato Capezzone non ci parla dell’elefante nella stanza, cioè del reticolo di immensi interessi in gioco dietro queste lotte ideologiche e politiche che hanno finito per infestate la vita politica europea ed italiana. E ciò sembra singolare se consideriamo le sue ripetute dichiarazioni di pensiero liberale e quindi in grado di tentare un decisivo smascheramento di interessi di potentissime oligarchie di aziende mondiali che sono sempre più un pericolo per le nazioni e per la loro vita democratica. Non viene avanzato il sospetto che la nascita di questo caos sociale Usa ed europeo sia stato allestito per coprire le vere responsabilità dei colossi industriali mondiali inquinatori e responsabili di centinaia di conflitti per il saccheggio delle risorse. un’operazione finalizzata per colpevolizzare il cittadino di un’Europa che inquina un massimo del 7% del mondo.
Forse Capezzone affronterà in un altro volume questi temi controversi.
Un testo molto utile, ben scritto e con numerosi spunti di riflessione.
 

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  • Redazione

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