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Donne di Genova, chiudetevi in casa

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Adunata Alpini a Genova

I famigerati Alpini… secondo la versione dei collettivi trans-femministi

Donne di Genova, chiudetevi in casa! Genitori, non fate uscire le vostre figlie!

Dall’8 al 10 maggio la città sarà preda di branchi di assatanati e allupati molestatori che scorrazzeranno tra le vie alla ricerca di “femmine” da palpeggiare e molestare brutalmente.

E sapete chi saranno tali bruti arrapati?

I famigerati… Alpini!

Tale è la psicadelica visione che si evince dai volantini diffusi dai collettivi trans-femministi (da Terzo Settore e Non Una di Meno) a pochi giorni dalla periodica adunata delle beneamate “penne nere”.
Volantini nei quali addirittura si consiglia di portare con se un fischietto per dare l’allarme al primo sguardo spermatozoico.

Insomma… fischia che ti passa.

Dinanzi a siffatta sconfortante e desolante impostazione concettuale, ritengo del tutto inutile anche solo tentare di rimarcare l’importanza storica ed il contributo non solo bellico ma sociale del Corpo degli Alpini.

Come fai a far capire a chi il fischietto ce l’ha nel cervello l’apporto fondamentale degli Alpini in quasi tutte le grandi catastrofi del Paese.

Si perderebbe tempo… acqua e sapone.

Per cui, cari Alpini, rassegnatevi.

Se volete risolvere la situazione dovete prendere una drastica decisione.

Pensateci un attimo: abbiamo avuto terribili casi di padri che hanno massacrato le figlie, donne violentate e uccise nei parchi, ragazze seviziate e depezzate, bambine costrette a sposare uomini anziani.

E, malgrado ciò, non è mai volata una mosca da parte di siffatti collettivi.

Durante i festeggiamenti di Capodanno si sono verificati orrendi casi di molestie sessuali di gruppo su ragazze accerchiate, palpeggiate e spogliate.

E, malgrado ciò, nessun fischietto ha trillato, nessun mazzo di chiavi ha tintinnato, nessun collettivo ha invocato il catcalling, il mansplaining, il bodyshaming o altre diavolerie simili.

E questo solo perché gli autori di tali misfatti erano mussulmani, e, conseguentemente, la violenza è stata tollerata per la differente “cultura”.

E, allora, cari Alpini, è questa la soluzione al vostro problema.
Per non avere più scocciature, dichiarate ufficialmente di esservi convertititi all’Islam.

Cambiate il vostro nome in “Fratelli Mussulmani d’Alta Montagna”.

Togliete la penna nera dal berretto e piazzateci una mezza luna nera.

A quel punto godetevi in serenità la vostra adunata.

Dopo la sfilata, con il vostro squillante dialetto nordico urlate pure “Andemo al bar!”… tanto, nella confusione, sarà scambiato per “Allahu Akbar” e nessuno ci farà caso.

Ma, occhio a non ordinare alcolici, se no vi fanno tana!

Ordinate del tè (poi di nascosto lo correggete con abbondanti dosi di grappa).
Seguite i miei consigli e tutto filerà liscio!

A questo punto, però, potreste essere voi oggetto di approcci erotici da parte di qualche attivista di siffatti movimenti, non particolarmente avvenente, attratto dal ruspante simbolismo multietnico e antipatriottico.

Cosa fare in tal caso?

Che vi devo dire…

Portatevi un fischietto!

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