Home Opinioni Palantir, il manifesto di Karp sotto la lente

Palantir, il manifesto di Karp sotto la lente

0
Palantir Technologies

Cosa c’è davvero dietro i 22 punti tra AI, guerre e potere

Una società da 350 miliardi di capitalizzazione trasforma un manifesto politico in un contenuto da decine di milioni di visualizzazioni: non sta alimentando il dibattito, sta provando a orientarlo.

Il documento di Palantir Technologies (22 punti firmati dal CEO Alexander C. Karp) è un testo ibrido tra dottrina politica e posizionamento strategico.

Il 54% dei ricavi di Palantir viene da clienti governativi, il 74% dagli Stati Uniti. Come ha sintetizzato Eliot Higgins di Bellingcat: questi 22 punti sono l’ideologia pubblica di un’azienda i cui ricavi dipendono dalla politica che sostiene.

Alcune tesi reggono. Il ritardo delle democrazie nell’AI militare è documentato da SIPRI e dal Pentagono.

La Cina ha inserito l’AI come prima priorità nel piano quinquennale 2021/2026; il PLA persegue la “guerra intelligente” dove l’AI sostituisce il combattente.

Il drone cinese Blowfish A2 già opera in autonomia letale completa. Il robot Marker russo agisce in Donbass senza intervento umano.

Altre tesi non reggono.

La difesa di Musk come incompreso culturale, mentre gestisce l’infrastruttura satellitare di una nazione in guerra, supera la soglia dell’argomentazione difendibile.

E i punti 21 e 22, sulla gerarchia tra culture “funzionali” e “regressive”, vengono pronunciati dal CEO di un’azienda che ha ricevuto 30 milioni di dollari per costruire ImmigrationOS, la piattaforma AI per tracciare deportazioni.

La gerarchia tra culture non è questione accademica quando chi la sostiene vende il software che decide chi viene fermato a un confine.

Il meccanismo è antico. Nel Seicento i mercanti di cannoni convincevano i principi che la minaccia dei vicini fosse crescente.

Oggi i mercanti di algoritmi sono anche i filosofi che pubblicano i libri, i consulenti ai tavoli di sicurezza nazionale, gli azionisti che rispondono agli investitori ogni trimestre.

La domanda che il manifesto lascia aperta: può un’azienda che costruisce gli strumenti del potere statale pubblicare una dottrina politica senza che quella dottrina diventi il codice etico degli strumenti che produce?

La risposta di Palantir sembra essere: «Sì, e ne siamo fieri».

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui