Urge un’assunzione di responsabilità nei confronti della comunità internazionale
Mi sono sempre chiesto per quale ragione gli ebrei siano stati così duramente perseguitati durante tutta la loro storia e, inoltre, non riuscivo a capire il motivo per cui molti di loro abbiano raggiunto posizioni apicali in moltissime istituzioni finanziarie e multinazionali.
Ho scoperto, in seguito, che la genesi di questo grande successo risale a 2.000 anni fa.
In quel periodo storico tutti gli ebrei dovevano leggere e scrivere nelle sinagoghe e, quindi, erano molto istruiti e il loro lavoro era molto richiesto dagli stessi romani.
Il sommo sacerdote nel 64 d.C. istituì una forma di precetto comunitario, che obbligava i bambini a frequentare la scuola pubblica in ogni città della giudea.
Quest’elevata alfabetizzazione era considerata necessaria per dare la possibilità a tutti di leggere il Talmud. Si sono rintracciati documenti redatti da contadini ebrei che riguardavano contratti sottoscritti dai medesimi.
Con la distruzione del tempio di Salomone da parte dei romani nel 70 d.C. si diffuse maggiormente il desiderio di conservare l’identità del popolo ebraico; l’unico modo era lo studio della Torah e solo imparando a leggere e scrivere questo fu reso possibile. Invece, per le bambine la possibilità di imparare a leggere e scrivere era facoltativa.
Gli ebrei mercanti prima e successivamente banchieri, rispettarono nell’arco di 2.000 anni le regole del Talmud, un insieme di precetti per mettere in pratica i testi sacri.
Nel 700 d.C., grazie al capitale accumulato nel commercio, acquisirono un vantaggio competitivo tale da consentir loro di accumulare grosse somme di denaro, che iniziarono a prestare, chiedendo un piccolo interesse in cambio.
In Europa, nel 1213, il Papa emanò alcune bolle, che penalizzarono gli ebrei, vietando agli stessi di far parte delle corporazioni. Nel Concilio Lateranense si proibì di prestare soldi con interessi, considerando questa pratica un peccato mortale.
Tale decisione costrinse i cristiani a non concedere più i prestiti, spingendo gli ebrei a concentrarsi su questo tipo di attività. Nel proseguo, molti ebrei nel mondo arabo e in Europa passarono alla religione cristiana.
Nel XV secolo d.C. meno di 1.000.000 di individui appartenevano al popolo ebraico. In Spagna la comunità ebraica dei Sefarditi era in buoni rapporti sia con gli spagnoli, sia con i cristiani e mussulmani. In Europa gli Askenaziti erano il secondo gruppo più numeroso composti da comunità passate dall’Italia e dai Balcani in Germania.
È rappresentativa la famiglia ebrea dei Dal Banco, residente a Venezia, che si trasferì ad Amburgo, in Germania, cambiando cognome in Warburg e, successivamente in America, diventando tra i maggiori banchieri fondatori della Federal Reserve.
Ritornando al Medioevo, tra il 1300 e il 1400, i sefarditi furono perseguitati in Spagna. Si propagò l’idea che la peste nera fosse diffusa da ebrei e il Governo spagnolo nel 1592 ne espulse moltissimi insieme ai mussulmani.
Nel 1500 e nel 1600 in Europa si creò una forte competizione tra i cristiani. In questo periodo storico si sono creati dei ghetti per ospitare gli ebrei, contribuendo a suscitare, tra gli stessi, un forte senso di appartenenza, mettendosi al riparo da malattie contagiose con livelli di mortalità molto bassi rispetto al resto della popolazione.
Gli ebrei si spostarono anche in Medio Oriente. Le autorità politiche riconobbero il ruolo fondamentale dell’attività finanziaria e della concessione dei prestiti da parte degli ebrei che consentì lo sviluppo dei commerci, scambiandosi garanzie anche tra di loro con un livello d’istruzione molto elevato.
In seguito, cominciarono a prestare soldi anche agli Stati, essendo gli ebrei meno costosi in termini d’interessi. Il ruolo decisivo per i finanzieri ebrei si ebbe durante la Rivoluzione industriale, periodo in cui si ebbe bisogno di una grande quantità di finanziamenti.
Nacquero grandi famiglie di banchieri di successo, quali i Rothschild in Germania, Modigliani in Italia, i Pereira in Francia, Goldman Sachs in America e questi finanzieri ottennero ottimi contratti che garantivano una notevole fonte di profitti.
Con la nascita del capitalismo e delle istituzioni bancarie, grazie alla forte istruzione, nei ruoli apicali si tendeva, ed ancora oggi si tende, ad assumere sempre più figure professionali appartenenti al mondo ebraico.
Oggi, il popolo ebraico è odiato da molte persone per i noti fatti a cui assistiamo giornalmente, che riguardano le aggressioni israeliani nel Libano dopo aver raso al suolo Gaza.
Chi ha attaccato Israele nel 2022 si era prefissato l’obiettivo di far odiare a livello internazionale l’intero popolo ebraico. Quest’ultimo, che ha nel suo DNA la memoria delle persecuzioni avvenute nell’arco della storia, ha una capacità di reazione sproporzionata e distruttiva nei confronti di alcune popolazione arabe che, da sempre, hanno dichiarato di desiderare la distruzione dello stato ebraico, come in un circolo vizioso senza fine.
Tutta questa violenza è impressionante e si autoalimenta costantemente. Assistiamo Israele scagliarsi contro l’ONU, accusato di essere antisemita non celando una velata antipatia per la Chiesa cattolica.
Tutto questo disastro, che sta portando il mondo sull’orlo di un collasso economico insieme alla guerra ucraina, non toglie nulla al fatto che il successo e la sopravvivenza di questo popolo viene da lontano e si basa sul desiderio di imparare, conoscere ed essere considerato tra i migliori da molti millenni, ma si impone una riflessione sul fatto che questo potere dovrebbe suggerire che occorre essere molto responsabili nei confronti della comunità internazionale.





