
di Lucio Leante
I cattolici che in questi giorni si uniscono al coro dei post-comunisti e degli europeisti laicisti quando gridano ad una addirittura incombente “minaccia dell’imperialismo russo all’Europa”, non fanno il dovuto caso al carattere anti-cristiano della guerra culturale dei dem e laicisti (americani, europei ed italiani) alla Russia, divenuta, con Putin una nazione in cui la cristianità e l’etica tradizionale sono in via di resurrezione dalle ceneri del totalitarismo ateo comunista.
Non è anacronistico né superfluo osservare che quando c’era la minaccia reale di un’invasione dell’Unione sovietica anti-cristiana ed atea, i comunisti ed alcuni laicisti loro compagni di strada, ne erano i cavalli di Troia e la favorivano in mille modi avversando gli USA e la Nato anche in quanto questi ultimi erano difensori della civiltà occidentale cristiana (e liberale).
Ora che la Russia, sepolta l’URSS, è divenuta, con tutti i suoi limiti democratici, un baluardo della cristianità e dell’etica tradizionale, gli stessi personaggi hanno radicalmente cambiato il loro atteggiamento non solo verso la Russia (paventandone tra l’altro “l’imperialismo aggressivo”), ma anche verso gli USA e la Nato.
E’ molto probabile che la Russia di Putin sia divenuta il nemico principale dei democratici, dei laicisti e dei post-comunisti americani ed europei ed americani, non solo per ragioni geopolitiche, ma anche, e forse soprattutto, per ragioni culturali (e religiose) fino a manifestare una vera “russofobia” di carattere sia politico, sia culturale.
Viene il sospetto che quel mutamento non sia tanto dovuto al fatto che quei personaggi abbiano scoperto oggi la natura autocratica o imperiale della Russia (che autocratica ed imperiale è sempre stata), ma soprattutto perché con Putin è diventata anche imperdonabilmente tradizionalista: lì la Chiesa cristiana ortodossa è, infatti, con Putin, tornata molto in auge e ad essa vengono tributati onori pubblici e un rispetto che trova precedenti solo nella Russia zarista; e – a quanto pare- non solo per essere usata da Putin come “instrumentum regni”, ma come politica culturale di stato opposta al laicismo occidentale.
Come conseguenza del neo-tradizionalismo cultural-religioso putiniano, in Russia oggi i gay pride e ogni propaganda LGBTQ ai ragazzini nelle scuole sono vietati dalla legge, gli omosessuali, benché protetti da ogni tipo di discriminazione, non possono contrarre matrimonio e le transizioni sessuali sono possibili solo per i maggiorenni e seguendo un rigido protocollo medico e le gestazioni per altri sono proibite. (Per inciso l’Ucraina è invece molto più vicina agli standard della rivoluzione democratico-progressista woke in Occidente).
Quando alla Casa Bianca c’era un laicista globalista e woke come Obama o come Biden, per i dem ed i laicisti nostrani gli USA e la Nato erano divenuti improvvisamente fari di civiltà. Negli ultimi tre anni essi hanno definito la guerra russo-ucraina “guerra di civiltà”: una guerra “della democrazia contro l’autocrazia”, dove per democrazia si intendevano anche i nuovi costumi indotti dalla rivoluzione culturale woke.
Oggi che invece alla Casa Bianca c’è un conservatore come Donald Trump che sta disfacendo la rivoluzione democratico-progressista, essi agitano il fantasma dell’invasione russa e, pur attribuendo questa intenzione al nuovo presidente americano, sembrano anzi ansiosi di disfarsi della Nato e dell’Alleanza euro-americana. Conseguentemente chiamano ad un riarmo oltremodo eccessivo contro la Russia (un riarmo tra l’altro distruttivo delle finanze statali e del welfare in Occidente) .
Ci si può chiedere: è un caso se Biden e la sinistra dem americana condividevano con i laicisti e i post-comunisti europei la loro eterna lotta alla cultura tradizionale occidentale ed in particolare alla religione (oltre che allo Stato nazionale ed alla famiglia naturale) con invasioni massicce di immigrati, matrimoni omosessuali, uteri in affitto, transizioni sessuali di ragazzini impuberi, nonché le auto-distruttive transizioni verdi ecc.)? Ed è un caso se Trump, che viene oggi demonizzato da quegli stessi laicisti post-comunisti stia disfacendo tutte quelle follie obamiane e bideniane globaliste e woke?
Non sembra poi molto strano che i dem e i laicisti europei, gridino poi al pericolo di una futuribile e improbabile invasione russa, mentre non solo ignorano, ma favoriscono quella musulmana? Non viene il sospetto che intendano usare l’Islam in chiave distruttiva del cristianesimo?
Tutto lascia pensare che la loro agitazione della minaccia russa sia l’ultima manifestazione della loro vecchia passione predominante, l’odio per la società, la cultura e la religione tradizionale occidentale; e che il loro obbiettivo supremo sia oggi come sempre la distruzione del cristianesimo e della civiltà occidentale.





