
Dasha Navalnaya gli assomiglia, ha capelli biondissimi e quel sorriso alla Navalny.
Il suo profilo Instragram è un album di famiglia dove condivide ricordi di quando erano tutti insieme, liberi.
C’è un video per l’anniversario di matrimonio del padre e la madre, Julija Navalnaja. Si abbracciano su una terrazza: «L’amore è quando ogni giorno vuoi ballare insieme su vecchie canzoni. L’amore è sostenersi a vicenda in un tribunale. Genitori, grazie per avermi insegnato ad amare».
Ci sono foto di lei da piccola, foto di lei insieme al padre, con la testa appoggiata sulle spalle: «Buon compleanno, papà. Ti amo e mi manchi tantissimo ogni giorno. Sei il mio eroe». E ancora: «Vorrei di nuovo stare in riva al mare a chiacchierare con papà».
La sua biografia è su Instragram. Dasha Navalnaya studia alla Stanford University.
L’ultimo video pubblicato è di dicembre, quando Dasha è andata da Anderson Cooper, uno dei più importanti giornalisti della Cnn: «Non so niente di papà da giorni. Sappiamo che è svenuto nella sua cella e che lo hanno attaccato a una flebo, ma chissà che cosa c’era dentro, anche solo acqua. Putin ha appena dichiarato di ricandidarsi alle elezioni e probabilmente vuole silenziare mio padre che appena può si scaglia contro di lui e la sua guerra in Ucraina».
Poi, dopo tre settimane di silenzio, il dissidente è ricomparso in una colonia penale nella regione artica nella Russia settentrionale, con un messaggio molto ironico recapitato dal suo team.
Dal 2021, dal ritorno di Alex Navalny in Russia dopo l’avvelenamento, e quindi dal suo arresto, Dasha ha deciso che quelle battaglie sono anche le sue. Sui social, in televisione, all’università, attraverso il team Navalny, ha condiviso messaggi e richiesto aiuto alla comunità internazionale: «Non gli danno da mangiare»; «Non gli danno scarponi per la neve»; «Lo detengono in condizioni disumane».
La giovane figlia è diventata una voce: crescere in una famiglia dove il valore della giustizia e della libertà vengono sempre prima di qualunque altra cosa – anche prima della propria libertà personale – ti insegna a vivere con coraggio.
«Il sogno di mio padre – ha detto – è che la Russia diventi un Paese libero, abbia elezioni aperte, libertà di stampa, che diventi parte della comunità democratica».





