
Prima o poi le operazioni carsiche vengono tutte alla luce del sole.
Alla dinastia Agnelli è del tutto evidente che oggi manca la mano protettiva della politica internazionale nella quale, per molti anni, Henry Kissinger ha fatto da stella di riferimento della strategia politica ed economica.
Ora sono tanti i nodi che vengono al pettine : dalle pesanti guerre in famiglia per l’eredità, alle scelte strategiche sulla questione della politica di alleanze internazionali sulla qualità e produzione della storica Fiat, al disimpegno di settori strategici della produzione del settore delle batterie, come la Magneti Marelli, alla vendita della Comau .
In compenso la dinastia voleva porsi al riparo con l’acquisto sul piano internazionale dell’Economist e, sul piano nazionale, del gruppo GEDI di antica appartenenza alla famiglia De Benedetti: muscoli da esporre al mondo politico istituzionale, mentre sempre più si rafforzano nebbie e l’operazione simpatia attraverso una stampa ossequiosa oltre ogni limite, che si prostra a servizio, sazia del fatto che ha salvato dal fallimento, a spese dell’INPS, il proprio sistema pensionistico con annessi privilegi definiti nel passato dall’Inpgi.
Se per il “mondo progressista “ – che è mai stato riformista – le scelte politiche sono scambiali con la strategia di sostegno al mondo che fa riferimento con la cultura delle aree Ztl e dei fenomeni che si riconoscono in un azione del LGBT , come asse culturale e politico di una società che fa riferimento alla tecno – finanza .
Quello che oggi appare come un forte riferimento, incomprensibilmente mancante, è una presenza di un sindacato che è vuoto di ogni tipo di iniziativa e totalmente afono, il quale subisce un’iniziativa davvero impressionante .
La Confindustria non è da meno. Questo però non è una possibile giustificazione. Casomai è il risultato di una politica di marca Europea la quale ha avvallato delocalizzazioni produttive all’estero e contemporaneamente una politica folle di una centralità insensata delle politiche green in Europa. Politica attuata dalla Commissione europea sotto la direzione di Ursula von der Leyen .
Da un serio esame di realtà si può costatare, osservando le dinamiche della storia recente di casa Agnelli, che questa rappresenta una perfetta proiezione delle vicende della chiara impronta della econo- finanza globalista a trazione trasformista e progressista.
Il welfare è indiscutibilmente il prezzo da pagare a breve e in prospettiva.





