
di Lilli Goriup*
“Credo sia arrivato il momento che anche l’Europa parli con la Russia”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno ieri alla Camera dei deputati, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione stampa parlamentare.
Il primo ministro italiano ha risposto alle domande dei giornalisti per quasi tre ore, toccando i principali temi sul tavolo del governo, sia di politica interna che estera. A proposito di esteri, si è spaziato dal rilascio dei prigionieri italiani in Venezuela alla corsa geopolitica per l’Artico, dal piano Mattei per l’Africa al conflitto russo-ucraino, passando per le relazioni bilaterali con l’amministrazione Trump.
Jacopo Matano del Tg3 Rai ha chiesto a Giorgia Meloni se condivida la posizione del suo vicepremier, Matteo Salvini, il quale ha auspicato che l’Italia diventi il primo Paese a ricostruire ponti con Mosca e che si ripristini il G8 includente la Russia. “Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti dell’Italia come Macron l’ha fatta per esempio sui rapporti con l’Europa”, ha risposto Giorgia Meloni: “Al di là di quelli che sono i rapporti italiani, noi siamo in un ambito che è quello anche della cooperazione dell’Unione europea. Penso che Macron abbia ragione su questo”. Il 19 dicembre in un’intervista a Le Figaro il presidente francese Emmanuel Macron aveva dichiarato: “Penso che tornerà utile parlare di nuovo con Vladimir Putin. Credo che noi, europei e ucraini, dovremo trovare il giusto quadro per riavviare questa discussione in modo appropriato. Altrimenti, discuteremo tra di noi, con negoziatori che poi andranno a parlare con la parte russa per conto proprio, il che non è l’ideale”.
Tornando a Giorgia Meloni, ha ripreso il concetto di Emmanuel Macron. “Io credo sia arrivato il momento che anche l’Europa parli con la Russia”, ha continuato Giorgia Meloni: “Se l’Europa decide di partecipare a questa fase di negoziazioni, parlando solo con una delle due parti in campo, temo che alla fine il contributo positivo che l’Europa può portare risulti limitato. Se facessimo l’errore di decidere di riaprire le interlocuzioni con la Russia andando in ordine sparso, faremmo un favore a Putin. E un favore a Putin sarebbe l’ultima cosa che voglio fare nella vita. Ecco perché sono sempre stata favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Europa sulla questione ucraina. Cioè una persona che ci consentisse di fare una sintesi, di parlare con una voce sola”. La premier ha concluso il ragionamento definendo prematuro parlare delle relazioni bilaterali tra Roma e Mosca e di un eventuale ritorno al G8 con la Russia (attualmente G7, senza Russia): “Ne parleremo sulla base di quali saranno le condizioni a cui si sarà chiusa una pace”
*https://www.triesteallnews.it/2026/01/e-il-momento-che-leuropa-parli-con-la-russia-dice-giorgia-meloni/
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