
di Vito Schepisi
Ministro Nordio …
l’Italia democratica, liberale, garantista e giusta, chiede coraggio e fermezza nel ricomporre nei limiti dei principi costituzionali, la dignità degli Ordinamenti della Repubblica, perché non ve ne sia uno (in particolare quello Giurisdizionale, non sottoposto alla verifica democratica del Popolo), che provi ad imporre il suo primato.
La riforma della Giustizia incide pesantemente anche sul futuro economico e sociale dell’Italia, perché ove non c’è equità ci sono privilegi, abusi e sopraffazioni.
Il periodo di “Mani Pulite”, in Italia, ha rappresentato la pagina più buia della democrazia italiana: un Ordinamento di servizio e gestione ha provato a scardinare la democrazia del consenso.
A quel periodo si sono susseguiti anni di azioni, di aggressioni e di discriminazioni, senza tralasciare il tentativo autoritario d’imporre in Italia una dittatura giudiziaria.
Ripristinare in Italia la civiltà d’una Giustizia seria, senza eccessi e spettacolarizzazioni, è un diritto democratico del nostro popolo.
Non devo ricordarlo a Lei (che forse è stato l’unico in Italia ad indagare anche pretesi intoccabili), ma vorrei che lo sapessero e lo comprendessero in tanti che la bilancia della Giustizia è ciò che divide uno stato libero e democratico da uno stato fascio-comunista.





