
di Guglielmo Brighi
CALVINO e LA LETTERATURA MONDIALE Narrativa, saggistica, intertestualità di MARTIN McLAUGHLIN
Collana: Laboratorio Calvino Carocci editore Roma
Uno tra i maggiori rappresentanti della narrativa italiana in un libro godibilissimo e strutturalmente solido.
Un volume per ricordare uno degli autori più sincretici: in lui sono racchiusi elementi favolistici, realistici, neo realistici, religiosi, marxisti.
Cesare Pavese lo definì “scoiattolo della penna”.
Come sappiamo gli studi narratologici italiani ricevettero un impulso energizzante dalla produzione di Vladimir Propp.
Anche l’autore del Barone Rampante ne risentirà, tanto da accompagnarlo nelle sue produzioni, nonostante fosse pervaso e persuaso da un empirismo convinto per l’immanenza e per il riscontro scientifico.
Italo Calvino rimane nel gotha letterario italiano, lo scrittore più illuminista per estrazione familiare e per sensibilità personale.
La sua avanguardia è attraversata da elementi futuristi e finalistici, anche se sostanzialmente rimane immaginifico onirico, fantasmagorico, iperrealista.
Tesi di laurea su Conrad, autore amato dal ligure. Questa della galassia angloamericana lo interesserà fino alla fine dei suoi giorni.
Calvino è refrattario infatti ad ogni limitazione dell’invenzione artistica.
Per lui la letteratura è davvero un campo aperto.
Come ricorda McLaughlin: “……l’autore cercò sempre di attraversare nuove frontiere letterarie, secondo la proprio scrittura di confrontarsi con la nuova epoca in cui e da cui aveva origine….”
Italo Calvino muore il 6 settembre 1985 a Siena. Il mese seguente avrebbe compiuto 62 anni. Lascerà un vuoto davvero incolmabile nella cultura del nostro paese!





