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BANKITALIA, LE PROIEZIONI MACROECONOMICHE PER L ’ECONOMIA ITALIANA

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La Banca d’Italia ha pubblicato le proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel quadriennio 2025-28 elaborate
dai suoi esperti  nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema. Le proiezioni
per l’area dell’euro sono state pubblicate sul sito internet della BCE il 18 dicembre.

Di seguito si riportano I principali risultati resi noti.

Secondo le nostre stime il prodotto interno lordo crescerà dello 0,6 per cento nell’anno in corso
e nel 2026, dello 0,8 per cento nel 2027 e dello 0,9 nel 2028. La crescita del PIL è sospinta
dall’espansione dei consumi, favorita dall’aumento del reddito disponibile reale, e degli
investimenti , che beneficiano delle misure del Piano nazionale di ripresa e
resilienza (PNRR). Le vendite all’estero risentono dell’inasprimento delle politiche commerciali
nel biennio 2025-26 e tornano a crescere in linea con la domanda estera nel biennio successivo.
o Si valuta che i prezzi al consumo aumentino dell’1,7 per cento nel 2025, dell’1,4 nel 2026 e
accelerino all’1,6 nel 2027 e all’1,9 nel 2028. L’incremento dell’inflazione nell’ultimo anno
dell’orizzonte previsivo è riconducibile agli effetti dell’entrata in vigore del nuovo sistema di
scambio di quote di emissione di inquinanti e di gas a effetto serra nell’Unione europea (EU
Emission Trading System 2, ETS2). L’inflazione al netto delle componenti energetica e alimentare,
pari all’1,9 per cento quest’anno, scenderebbe all’1,6 nel 2026 per stabilizzarsi su tale valore nel
biennio successivo.
Le proiezioni, come concordato nell’Eurosistema, sono basate sulle informazioni disponibili al 26
novembre per la formulazione delle ipotesi tecniche e al 2 dicembre per i dati congiunturali1.
Lo scenario tiene conto dell’evoluzione delle politiche commerciali negli ultimi mesi e della
conseguente riduzione dell’incertezza, che proseguirebbe nel prossimo biennio. Si ipotizza che
l’inasprimento dei dazi rispetto ai livelli del 2024 contribuisca a un marcato rallentamento del
commercio mondiale nel prossimo anno. Sulla base dei contratti futures i prezzi del petrolio e del gas
naturale diminuirebbero lievemente nel corso del triennio 2026-28. I costi di
finanziamento per imprese e famiglie si stabilizzano nel 2026 e aumentano lievemente verso la fine
dell’orizzonte di previsione. Il quadro previsivo tiene conto delle informazioni sulla politica di bilancio
desumibili dal Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) e dal Documento
Programmatico di Bilancio (DPB). Nello scenario si ipotizza che l’entrata in vigore della normativa
ETS2 venga posticipata di un anno, al 2028, coerentemente con quanto proposto dal Consiglio
europeo lo scorso 5 novembre.
Si stima che la crescita del prodotto, pari allo 0,1 per cento nel terzo trimestre, si rafforzi leggermente
a partire dal trimestre in corso, sospinta dalla domanda interna. In media d’anno il PIL si espande dello
0,6 per cento nel 2025 e nel 2026, dello 0,8 nel 2027 e dello 0,9 per cento nel 2028. Rispetto alle
proiezioni dello scorso ottobre, queste stime sono riviste marginalmente al rialzo nel 2027, soprattutto
per effetto di una crescita dei consumi lievemente maggiore, anche per l’inflazione contenuta.
I consumi delle famiglie accelerano gradualmente, grazie all’aumento del potere d’acquisto e alla
progressiva riduzione dell’incertezza. Gli investimenti continuano a espandersi, sebbene a ritmi più
moderati, beneficiando delle misure del PNRR e del progressivo miglioramento delle condizioni di
domanda. Le esportazioni crescono a ritmi inferiori a quelli della domanda estera ponderata quest’anno
e il prossimo, risentendo degli effetti dell’inasprimento delle politiche commerciali e della perdita di
competitività associata all’apprezzamento dell’euro, per accelerare nel biennio 2027-28. Le
importazioni aumentano in tutto il quadriennio, sospinte principalmente dalla domanda di beni
strumentali. Il contributo della domanda estera netta alla crescita del prodotto è negativo quest’anno e
il prossimo e pressoché nullo in media nel biennio 2027-28. Si stima che il saldo di conto corrente della
bilancia dei pagamenti aumenti all’1,3 per cento nel 2025 e rimanga stabile nel prossimo triennio.
L’occupazione continua a espandersi nel quadriennio, seppure in misura inferiore rispetto ai ritmi
elevati degli ultimi anni. Il tasso di disoccupazione, pari a poco più del 6 per cento quest’anno, scende
leggermente nel prossimo triennio.
L’inflazione, misurata con l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, si colloca all’1,7 per cento nella
media dell’anno in corso, all’1,4 per cento nel 2026 e risale successivamente all’1,6 nel 2027 e all’1,9
per cento nel 2028, quando l’entrata in vigore del nuovo sistema di scambio di quote di emissione di
inquinanti e di gas a effetto serra nell’Unione europea (EU Emission Trading System 2, ETS2) determina
un temporaneo aumento della dinamica dei prezzi dell’energia. L’inflazione al netto dei beni energetici
e alimentari, stimata all’1,9 per cento nella media di quest’anno, scende all’1,6 nel prossimo triennio
riflettendo la moderazione delle pressioni salariali e il modesto recupero della produttività. Rispetto
alle previsioni di ottobre, le stime di inflazione sono inferiori di 0,1 punti percentuali nel 2026 e di 0,3
nel 2027 per lo slittamento di un anno dell’entrata in vigore della normativa ETS2.
Le proiezioni di crescita qui presentate sono sostanzialmente in linea con quelle formulate nei mesi
scorsi dalle maggiori organizzazioni internazionali. Le stime di inflazione sono generalmente inferiori
a quelle degli altri previsori.

Autore

  • Redazione

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