Incremento di 16,8 miliardi rispetto a quanto rilevato a fine dicembre 2025
Dai dati pubblicati dalla Banca d’Italia l’ammontare del debito pubblico, a fine gennaio, risulta pari a 3.112 miliardi di euro, riguardo al quale si rileva un incremento di 16,8 miliardi rispetto a quanto rilevato a fine dicembre 2025.
La crescita si riferisce all’aumento delle disponibilità di ‘cassa’ del Tesoro (passate da circa 9,5 miliardi a 61,9 miliardi di euro) e del fabbisogno della pubblica Amministrazione (8 miliardi), che ha largamente superato i benefici derivati dagli scarti e premi all’emissione e dal rimborso, dall’adeguamento dei titoli indicizzati e dalla variazione dei tassi di cambio, complessivamente limitati a circa 1 miliardo.
Per quanto riguarda l’incidenza riferita ai sottosettori, l’incremento del debito è imputabile alle Amministrazioni centrali (16,6 miliardi) e i misura quasi trascurabile per ciò che concerne le Amministrazioni periferiche (0,2 miliardi). Il debito degli enti previdenziali rimane invariato.
La duration del debito rimane pari a circa 8 anni.
Continua a ridursi l’ammontare delle quote sottoscritte dalla Banca d’Italia (18,3%, rispetto al 18,5% del mese precedente).





