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Fortis su ItaliaOggi analizza la situazione finanziaria nazionale

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La narrazione pessimista sull’economia italiana frutto di propaganda

L’Italia non è il malato d’Europa. Condivido l’analisi di Marco Fortis: servono numeri, non narrazioni sul declino.

Come presidente di OpenIndustria, condivido pienamente l’analisi dell’economista Marco Fortis, pubblicata su ItaliaOggi.

Da tempo sosteniamo che la posizione economica dell’Italia debba essere valutata attraverso dati oggettivi e confronti internazionali, non attraverso una narrazione sistematicamente pessimistica.

La Spagna, frequentemente presentata come modello di crescita, registra un’espansione del PIL sostenuta anche dall’incremento demografico, soprattutto attraverso l’immigrazione.

Ma emergono criticità nell’accesso alle abitazioni e nella distribuzione dei benefici economici. La Francia affronta difficoltà rilevanti nella gestione della finanza pubblica, con un deficit elevato e un debito che limita progressivamente i margini di intervento.

L’Italia, pur con problemi strutturali importanti, presenta elementi di solidità che meritano maggiore attenzione. Come osserva Fortis, la crescita dell’occupazione ha contribuito a sostenere i consumi, mentre il potere d’acquisto delle famiglie ha mostrato segnali di recupero dopo la crisi inflazionistica.

Ma soprattutto esiste un elemento che troppo spesso viene dimenticato: la straordinaria capacità produttiva dell’industria italiana.

Siamo una delle principali potenze manifatturiere europee, disponiamo di filiere tecnologicamente avanzate e di un sistema esportatore capace di competere sui mercati internazionali.

Questo non significa ignorare produttività stagnante, debito pubblico, costi energetici e ritardi negli investimenti tecnologici.

Significa distinguere l’analisi economica dalla propaganda. OpenIndustria è nata proprio per questo: restituire centralità alla cultura industriale, ai numeri, alle competenze e al valore del lavoro.

Trovo profondamente sbagliata l’abitudine di raccontare l’Italia esclusivamente attraverso ciò che non funziona, dimenticando le migliaia di imprese, ricercatori, tecnici e lavoratori che ogni giorno generano ricchezza e innovazione.

Non dobbiamo inventare un Paese perfetto. Dobbiamo imparare a riconoscere quello reale.

La vera sfida sarà trasformare la nostra forza industriale in maggiore produttività, innovazione e benessere diffuso, attraverso politiche industriali di lungo periodo.

Essere dalla parte dell’Italia non significa essere acritici. Significa avere il coraggio di difenderne i risultati quando i numeri li dimostrano e denunciarne le debolezze quando i dati le evidenziano.

È questa la cultura economica che vogliamo promuovere.

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

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