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Il Pirippidi e le manifestazioni antifascistde

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Il Pirippidi e le manifestazioni antifascistde

Poi dicono che gli andifascisdi non hanno sendimendi

«Amo’, ‘ndove ha detto che sta la manifestazione, il capraro?».

«Ha deddo di arrivare fino a quel monumendo bianco con le colonne e poi di dirare dritto fino alla piazza con il chiodone di sasso al cendro».

«Biazza der Bobolo, mi bare che si chiami così».

«Eh, sì, proprio quella».

«A ‘sto giro saremo una trentatreina, ormai non viene biù nessuno alle manifestazioni».

«Siamo rimasdi in pochi, a Roma, a preoccuparci del clima. E meno male che abbiamo vindo, pensa se avrevamo… avevimo…».

«Se avessimo berso, sarebbe scobbiata la rivoluzione. I gemelli Boneljanni lo sabevano e ci hanno avvisato. Adesso la temberatura estiva è giusta, i monobattini sono tutti a bannelli solari, l’acqua serve solo per bagnare i sassi, l’Italia è stata abolita e, cosa biù imbortante, il fascismo è stato sconfitto».

«Ma ci pensi se vinceva il fascismo? Sarebbe scoppiada la rivoluzione».

«L’ho abbena detto io».

«E mo l’ho deddo pure io, embè?».

«Siamo brobrio fatti l’uno per l’altra, amo’».

«Poi dicono che gli andifascisdi non hanno sendimendi».

«Sono i fascisti a non averceli!».

«Giusdo, amo’, sono tutti anaffeddivi».

«Vi levate di mezzo? State camminando su una ciclabile… i soliti romani incivili».

«Ma che ce l’hai con noi?».

«E con chi, sennò? Ci siete solo voi in mezzo alle palle, camminate sui marciapiedi, no?».

«A parde che la cicabile è di duddi, a parde che è più ecologico andare a piedi che in bici, che a pedalare si scalda il clima, ma poi, che vuoi? Sdiamo andando a una manifesdazione, dovresdi avere rispeddo per chi ha salvado il paese».

«E boi suona il cambanello, invece di essere aggressivo, guarda che il fascismo è stato sconfitto!».

«Si dà il caso che anch’io stia andando alla manifestazione, e devo parlare perché sono il sindaco, brutti ignoranti».

«Il sindaco?».

«Il sindaco non era Gualtiero Kebabbi ibn Yallayalla?».

«E io chi sarei, John Wayne? Idioti».

«Mi sa che era il sindaco, non l’hai riconosciuto?».

«No, lo facevo più chiaro…».

«Quello era Gualtiero Hendrix ibn Bellasciao, il brecedente».

«Giusdo».

«Dobo la manifestazione, andiamo da McBasquale a mangiare il cocomero sbeciale?».

«Amo’, l’inverno non c’è il cocomero, ci sono le casdagne».

«Non mi biacciono, da quando hanno vietato le caldarroste non le mangio biù».

«Amo’, il focherello ammazzava il clima; con la dransizione ecologica bisogna mangiare duddo crudo e a demperadura ambiende, che è più grin».

«E infatti non le mangio, breferisco il cocomero, che boi ha anche i colori giusti, hihihi».

«Ma lo sai che, all’Europarlamendo, Ilariona Ociciornie lo vuole abolire, il cocomero? Ha scoperdo che non ha i colori propal ma quelli della vecchia bandiera dricolore fascisda, con tutti i semini neri, come i fascisdi, e a punta, come il saludo romano fascisda».

«Ma i semini si sbutano per terra, è come sbutare i fascisti, hihihi».

«Sì, ma fanno nascere aldri cocomeri con dentro aldri fascisdi; bisognerebbe masdicarli ma sono amari».

«È vero, non c’avevo bensato. Non si bossono colorare i semini di rosso?».

«E poi? Non si vedono più e uno li masdica lo stesso. Mi sa che serve un’aldra manifesdazione, dopo di quesda, per decidere il colore giusdo per i semini».

«Già, bisognerebbe fare una manifestazione».

«Amo’, è quello che ho appena deddo».

«E mo l’ho detto bure io, embè?».

«Siamo proprio faddi l’una per l’aldro, amo’».

«Boi dicono che gli antifascisti non hanno sentimenti».

«Già, e poi dicono che gli andifascistdi non hanno sendimendi».

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