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AVVERSO IL METAVERSO TORNIAMO ALLA NOSTRA UMANITÀ

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di Savino dì Scanno
“The next big thing” così definiscono il Metaverso gli esperti del settore. Mark Zuckerbeg lo indicò come l’inizio di un nuovo capitolo dell’era internet, un internet ove una persona “si incarna” divenendo parte di questa esperienza e non semplice spettatore.
Ma nel concreto cosa è il Metaverso. È una realtà virtuale che si sovrappone alla realtà fisica permettendo a chi vi partecipa ad interagire con altri su una piattaforma tecnologica attraverso la creazione di una diversa identità definita a sua volta “avatar”.
Tale metodologia informatica si avvale di una AR ovvero realtà aumentata che significa arricchire di elementi virtuali il mondo reale, una VR ovvero una vera e propria realtà
virtuale a cui si accede attraverso elementi tecnici come i famosi “occhialoni”, a cui aggiungere connessioni internet superveloci come i 5G, i blockchain ed altre infrastrutture telematiche.
Nella pratica i cultori di tale tecnologia dichiarano che, ad esempio, si possono realizzare riunioni di lavoro, ma anche attività didattiche, interventi professionali vari ma molto molto altro. Il famoso Zuckerberg come pioniere lanciò la piattaforma “Horizon Worlds” con visori “Oculus”. Ma a seguire si è prodotto “Horizon Workrooms” specifica per le attività lavorative. Andiamo avanti con le applicazioni. Abbiamo “Decentraland” e “The Sandbox” per le intermediazioni su beni materiali ed immateriali con l’utilizzo di pagamenti in criptovalute definita “MANA” inserita nel sistema “Ethereum” generante una blockchain.
Nel tempo recente altre piattaforme sono sorte al momento ancora non comunicanti fra loro.
L’OCSE sta’ studiando una sorta di regolamentazione del fenomeno ma finalizzata all’ aspetto strettamente finanziario.
È un mondo nuovo, inevitabile nel suo divenire, ma qualche riflessione deve essere proposta.
La recente vicenda Britannica della violenza sessuale perpetrata da un gruppo di avatar di ragazzi ai danni di un avatar di una ragazzina di 16 anni lancia un allarme.
Facciamoci sostenere dalla cinematografia. E’ del 1999 il film “Matrix” e nel 2009 viene proiettato “Avatar”. Sono film, in particolare ” Matrix” a cui vi furono seguiti, ove l’ umanità è ridotta a “batterie biologiche” per alimentare un mondo di macchine, e la vita delle persone chiuse fisicamente in un guscio biologico si sviluppa e realizza in un mondo virtuale. Contro questo mondo, sempre in “Matrix” abbiamo la rivolta di persone fisiche che pur vivendo nelle caverne di una realtà distrutta, entrano ed escono attraverso le fibre telefoniche nel mondo virtuale. Trattasi di film. Ma ne siamo sicuri? Il dubbio sovviene allorquando si pensa alla luciferina filosofia del Transumanesimo che vede la creazione di un “uomo ibrido” ridotto “all’ inutile” oggetto del volere di poteri di persone che credono di essere Dio in terra e capaci di dominare con la tecnologia il creato.
Non è fantascienza potremo iniziare a scrivere. Nei fatti tra social, tik tok, wazap, crisi sociali generanti isolamenti sociali come il Covid, le persone passano molto loro tempo “in connessione ” alienandosi dalla realtà.
Le relazioni sono sempre più virtuali e sempre citando film come “Demolition Man” del 1993 si assiste ad un incontro “intimo” fra i protagonisti attraverso gli “occhialoni ” evitando il contatto fisico.
Le relazioni virtuali sono tutte fallimentari.
“L’ uomo è un animale sociale ” affermava Aristotele e quindi necessita di un contatto reale, fisico, umano.
Che fare? Torniamo a parlare, ad incontrarci, a toccarci. Alimentiamo l’associazionismo in tutte le sue forme sociali dirette. Mandiamo i nostri giovani in palestra a fare sport invece di andare come adulti per altri interessi e scopi che comunque di questi tempi sono preferibili al tempo da passare in visione di oscenità su Internet. Riapriamo gli oratori, i centri sociali. Frequentiamo le librerie . La Chiesa Cattolica torni a “fare il suo mestiere ” di “Pastore del gregge” opponendosi alla deriva ideologica in corso.
Ma in ultimo la cosa più semplice. Basta. Spegniamo i cellulari usandoli solo per lavoro. Cancelliamo i social. Eliminiamo avatar e follie similari. Torniamo alla nostra umanità, che pur imperfetta, è sempre la nostra vita.

Autore

  • Redazione

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