Home Politica estera IPOTESI DI PACE IN UCRAINA, LA CADUTA DELLA TRAPPOLA DI TUCIDIDE

IPOTESI DI PACE IN UCRAINA, LA CADUTA DELLA TRAPPOLA DI TUCIDIDE

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di Giuseppe Augieri

Da quanto si legge, oramai è chiaro che USA e Russia stanno patteggiando la pace in Ucraina ignorando ogni altro interlocutore. Zelensky, pur di contare qualcosa, promette a Trump “che i giacimenti di grafite, litio, titanio, berillio e uranio, sono pronti per investimenti di aziende americane” sapendo che quei giacimenti sono soprattutto, ma non solo, nelle zone conquistate da Putin con le sua avanzata. L’ “affare” per gli USA, fiutato da tempo e iniziato con l’occupazione economica dell’Ucraina da parte di BlackRock e di Vanguard già da anni con il contributo di Soros, appare più che buono. La contrattazione con Putin possibile. Dunque chiunque abbia ignorato che la partita del conflitto si è spostata dalle trincee del Donbass ai tavoli delle cancellerie, e da queste ai tavoli commerciali, si trova ora in ambasce. Completamente spiazzato.
Perciò la figura più barbina la fa l’Europa di Ursula von der Leyen. Da quei tavoli, per ora, i 27 Stati Ue sono rimasti esclusi. Dopo aver varato, ignorando quando stava accadendo sotto i suoi occhi, il 16mo pacchetto di sanzioni alla Russia appena qualche giorno fa, condito con le solite roboanti affermazioni e con la volontà di Palazzo Berlaymont di istituire un Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, ora l’Europa è piombata in un silenzio imbarazzato ma soprattutto imbarazzante sull’intera vicenda, riuscendo solo a mormorare che “non può essere tagliata fuori” dai negoziati di pace sulla guerra in Ucraina perché “qualsiasi accordo funziona solo con l’Europa“. Della serie: “scusate, ci saremmo anche noi”. Ma, non sia mai detto il contrario: con un atteggiamento di grande dignità.
Ed infatti l’Europa ci sarà. Zelensky afferma: “Sono disposto a trattare direttamente con Putin solo se gli Stati Uniti e l’Unione europea saranno in grado di offrire garanzie di sicurezza per il futuro dell’Ucraina”. Un assist per chi voleva spostare una quantità incredibili di fondi dal Green Deal verso armamenti, cifre ben oltre il 2% del PIL richiesto dalla NATO, anche a costo di fondi destinati alla sanità, alle scuole e al welfare (copyright Mark Rutte e Kallas) e con l’ipotesi di escludere dalle severe restrizioni del debito per il Patto di Stabilità le spese per il riarmo (copyright Ursula von der Leyen). Un assist perché questi può, senza perdere del tutto la faccia, passare dalla conclamata trappola di Tucidide (“l’Europa è in pericolo, per questo deve riarmarsi e armare l’Ucraina”) a qualcosa che comunque farà aumentare le spese militari. A danno di cosa non lo so.
Allora vorrei riepilogare: la guerra, è confermato, non era tra Ucraina e Russia ma c’erano gli USA con presenza ben oltre il convitato di pietra; le difese “morali e di valori” trainati dagli USA (ma lo vedremo anche per l’Inghilterra) avevano un sostanziale sottofondo commerciale; le previsioni di vittoria erano sballate e la Russia non è stata sconfitta e neanche tanto ammaccata; “Putin è un criminale che deve essere arrestato: ma intanto decide lui il destino di un pezzo di Mondo e sceglie chi deve parlare con lui; Zelensky che ha avuto fino ad ieri assicurazioni al grido di “con te sino alla morte” è costretto a vendere sottocosto un pezzo di Paese per non fare – lui e l’intera Ucraina – la figura del pirla; l’Europa ufficializza con i manifesti di essere incapace di vedere cosa succede ma, al contrario, ben capace di decidere strategie fondate sul nulla; cosa ancora più grave deve riconoscere che il suo sogno di contrastare il tiranno era fondato su premesse inesistenti; che è stata usata cinicamente dalla NATO e, ora, gettata via. E, difesa dei valori a parte perché c’è chi ci ha creduto davvero, la miopia di Bruxelles rischia oggi anche di farla arrivare al tavolo dei business di investimenti, acquisizioni e ricostruzioni, in ritardo, quando le parti più pregiate della torta sono ormai già state servite. E senza un vero potere negoziale.
Se queste saranno davvero le conclusioni, bisognerà spiegare perché si è atteso sinora che mezza Ucraina fosse distrutta, che oltre un milione di uomini morisse, che le economie di mezzo mondo fossero sbandate, prima di affrontare le questioni affidandosi alla diplomazia e non alle armi.
Lo so: gli accordi di Monaco, il disonore o la guerra… Ed ora cosa è cambiato? E quello che si è riusciti a cambiare è valso tutto il male del mondo che si è abbattuto su un pezzo di umanità?
Io provo tanta vergogna. Abbiamo illuso un popolo ed ora ci ritiriamo in buon ordine. E l’idea di dover fare un plauso a Trump e di dare ragione a chi diceva “basta armi”, Conte in testa, mi fa inc….zare come una capra.

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  • Redazione

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