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ALMIRANTE CON BERLINGUER E CRAXI

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di Gianvito Caldararo
 
Grazie all’agile volumetto scritto da Antonio Padellaro “Il gesto di Almirante e Berlinguer”, pubblicato nel mese di aprile del 2019, gli italiani scoprono del rapporto intercorso tra i due importanti leader politici. Si incontrano di nascosto da tutti nella stanza accanto alla Commissione lavoro, situata all’ultimo piano di palazzo Montecitorio. Lo fanno di venerdì pomeriggio, quando alla Camera dei deputati non vi è alcuna seduta di lavori parlamentari. Di tali incontri, solo quattro persone ne erano a conoscenza, di cui tre già morti e solo uno rimasto in vita, cioè Massimo Magliaro, che è stato il portavoce del leader del MSI, Giorgio Almirante.
Magliaro riferisce a Padellaro, che dopo il primo incontro Almirante gli disse: “Quell’uomo è avversario leale e corretto”. E a proposito di questi incontri, Antonio Padellaro immagina di “chissà quante volte Enrico Berlinguer, tra un incontro e l’altro, viene in mente Pier Paolo Pasolini se fosse stato vivo, se avesse saputo dei colloqui con il fascista repubblichino fucilatore degli italiani, cosa avrebbe pensato, come avrebbe reagito?
Nel suo agile volumetto Antonio Padellaro, parla della sua famiglia compromessa con il ventennio e con altrettanta onestà parla del padre quale acceso sostenitore del regime. Del rapporto, ben più solido e duraturo, tra Almirante e Craxi, ne parla Donna Assunta Almirante, nel libro – intervista scritto da Antonio De Pascali, dal titolo “La mia vita con Giorgio”, pubblicato nel mese di giugno del 2010.
Donna Assunta, tale rapporto lo descrive nel capitolo “Nona legislatura – Elezioni politiche”, nel quale ricorda il successo personale di Almirante candidato nella circoscrizione Napoli-Caserta con 193.075 voti di preferenza. Almirante battè in numero di voti personali, sottolinea Donna Assunta, il comunista Valenzi, che sarebbe poi divenuto il sindaco della città di Napoli. Inizia la nona legislatura, ricorda Donna Assunta, e “presidente del Consiglio diventa Craxi, intenzionato a favorire la “sghettizzazione”, come disse, del Msi-Dn. Descrive l’amicizia dei due leader con le seguenti parole: “Grande importanza nelle amicizie politiche di Giorgio assunse la figura di Bettino Craxi. Questi fu sempre molto vicino a mio marito e fu sempre suo grande amico. Era nata veramente una grande amicizia. Craxi divenne un assiduo frequentatore di casa nostra. La sera, a fine lavoro, si telefonavano e poi Giorgio saliva sulla sua Autobianchi 112, senza scorta alcuna, si recava a casa di Bettino e lo portava a casa nostra, per cenare insieme e discutere di politica”.
Donna Assunta, afferma che a guardar bene, “anche Craxi era un leader isolato, un socialista che dava fastidio ai democristiani e ai comunisti, dunque soggetto a moltissimi fuochi”. Il segretario del PSI, evidenzia Donna Assunta, “liberò Almirante dalla prigione mediatica dell’Arco costituzionale a seguito di una famosa passeggiata, facendosi vedere sottobraccio con lui per i corridoi di Montecitorio, ma soprattutto convocandolo, in quanto rappresentante del MSI, durante i contatti per la formazione del Governo, per cui era stato incaricato”. Continua nel racconto, ricordando: “Giorgio, stupito, gli chiese come mai, visto che nessuno più lo faceva da anni col MSI. E Craxi per tutta risposta: “per infastidire De Mita, che proprio l’Arco costituzionale s’era inventato, con l’appoggio morale e politico dei Comunisti, al fine di isolare il MSI”. E Craxi, come noto, con De Mita non andava certo d’accordo.
Donna Assunta, affermava : “Mio marito considerava Bettino Craxi un politico autentico e capace, un uomo buono, intelligente e onesto che molto avrebbe potuto fare alla guida della nazione. E per fortuna non fece in tempo ad assistere alla crudeltà nei suoi confronti nei giorni di Mani pulite e di Tangentopoli. Che Bettino Craxi non meritava”. Craxi, così diverso da Nenni, altro grande segretario del PSI, grande autodidatta, con una preparazione politica superiore alla norma, gli raccontava Giorgio Almirante. Donna Assunta, conclude il suo racconto, ricordando che “nei mesi, negli anni delle offese e delle infamie, “sono sempre stata molto vicina alla figlia, Stefania, e continuo a volerle monto bene”. Lei che continua indefessamente a difendere la memoria del padre, a spada tratta “.
Almirante e Craxi, non manca di ricordare con grande affetto Donna Assunta, “che si scambiavano i regali a Natale. Per Giorgio c’erano sempre libri bellissimi”. Donna Assunta, ricorda anche il rapporto amore-odio bellissimo di Giorgio con il presidente della Repubblica, il socialista Sandro Pertini, “una figura molto bella”. “Giorgio e Sandro, litigavano molto spesso e subito dopo si riappacificavano perché entrambi erano gran galantuomini e persone per bene”. Siamo in presenza di leader politici che svolgevano l’attività politica come missione, con grande passione e rispettando l’avversario politico.
La situazione odierna, sempre più decadente e avvilente, non può neanche lontanamente paragonarsi alla politica espressa da uomini come i già citati o come De Gasperi, Togliatti, Moro, La Malfa, Saragat, e tanti altri.

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  • Redazione

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