
di Marforius
Come molti sanno recentemente è stato intitolato a Silvio Berlusconi l’aereoporto di Malpensa. Intitolazione che ha fatto a suo tempo storcere il nasino dei soliti supponenti.
Apprendiamo, così, che in questi giorni il sindaco di MIlano, Giuseppe Sala, si è unito ai nasini supponenti ed ha deciso di ricorrere al TAR per fare annullare la decisione presa – riguardo la intestazione in argomento – dall’ENAC, su proposta della Regione Lombardia.
Non siamo su scherzi a parte purtroppo, ma la notizia è assolutamente vera. Diciamo purtroppo perchè azioni del genere denotano, qualora ce ne fosse bisogno, il livello (si fa per dire) di coloro che ci governano e ci amministrano.
La cosa in realtà si commenta da sé, innanzitutto perché un sindaco dovrebbe pensare a svolgere i compiti attribuitigli dalle leggi, senza debordare dal suo ruolo e dalle sue funzioni. Poi perché dovrebbe pensare ad altro, in particolare nel suo caso a migliorare il degrado della sua città e a risolvere le problematiche riguardanti talune aree incontrollate, che seppur di competenza di altri soggetti statuali, interessano in ogni caso anche lui.
Ma si sa il mondo radical chic, in questo caso in salsa ambrosiana, riesce sempre a migliorarsi, dando il meglio di sé, in questo caso avversando una intestazione. In realtà avversando un uomo politico, che ha dato molto al suo Paese, a cominciare dal fatto che ha impedito ai sinistrati della sinistra, graziati dalla storia e da altri…, di prendere il potere e di rottamare la gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria.
Così anche per Sala é scattata la sua reazione avversa, che fa pensare a una sindrome di natura pavloviana. Sindrome che colpisce, chissà perché in larga misura una parte politica, in particolare la sua, che non ammette chi non la pensa come lui, che pretende di imporre le proprie idee e soprattutto di mantenere il potere a tutti i costi. Facendo, per di più, come al solito finta di non sapere che tutte queste dottrine fondate sulla ideologia altro non sono che la quintessenza della prevaricazione e della sopraffazione degli altri e degli avversari politici. Cosa questa che ha interessato sì il regime fascista, sepolto dalla storia, ma che continua ancora oggi a interessare tutti gli altri ismi, ancora vivi e vegeti, comunismo compreso.
Se tanto mi da tanto dovremmo allora cominciare a cancellare tutte le varie vie intestate a Lenin, Stalin e sinanco a Togliatti, tanto per citare taluni campioni della tolleranza e del pacifico confronto.
Chissà se in realtà il nostro sindaco non vuole con questo giochino fare una magia volta a creare ulteriori spazi politici. Bin Sala bin.


Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


