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L’ASSIST DI BERGOGLIO ALLA LOBBY DEL CLIMA IN UN MESSAGGIO A COOP 28

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La devastazione del clima “è un’offesa a Dio”.

Giorgia Meloni: “La grande sfida è la fusione nucleare”. Apertura al nucleare tradizionale.

“La storia ve ne sarà riconoscente”, si rivolge alla platea esortando alla buona politica, a superare divisioni e “tifoserie” per procedere contro il cambiamento del clima, la cui devastazione “è un’offesa a Dio”.

Jorge Mario Bergoglio non era presente fisicamente a Dubai, ma il suo messaggio – letto dal Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin – è chiaro: occorre un “essenziale cambio di passo”, affinché il 2024 e questa Cop siano “un punto di svolta.

“L’ora è urgente”, “usciamo dalla notte delle guerre e delle devastazioni ambientali”, “scegliamo la vita”, “ascoltiamo il gemere della terra, prestiamo ascolto al grido dei poveri”, fermiamo il “delirio di onnipotenza” per un domani che “sarà di tutti o non sarà”.

Questo in sintesi l’appello di Papa Francesco ai leader del mondo riuniti a Dubai per la Coop 28.

“Ora come mai, il futuro di tutti dipende dal presente che scegliamo”, “la devastazione del creato è un’offesa a Dio, un peccato non solo personale ma strutturale che si riversa sull’essere umano, soprattutto sui più deboli, un grave pericolo che incombe su ciascuno e che rischia di scatenare un conflitto tra le generazioni”, afferma senza mezzi termini Bergoglio, che alla crisi ecologica ha dedicato l’enciclica Laudato sì e l’esortazione Laudate Deum.

“Sono con voi perché il cambiamento climatico è un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana. Sono con voi per porre la domanda a cui siamo chiamati a rispondere ora: lavoriamo per una cultura della vita o della morte?”.

E “in modo accorato” chiede di scegliere la vita, scegliere il futuro. “Ascoltiamo il gemere della terra, prestiamo ascolto al grido dei poveri, tendiamo l’orecchio alle speranze dei giovani e ai sogni dei bambini! Abbiamo una grande responsabilità: garantire che il loro futuro non sia negato”. “L’ambizione di produrre e possedere – sottolinea il Papa – si è trasformata in ossessione ed è sfociata in un’avidità senza limiti, che ha fatto dell’ambiente l’oggetto di uno sfruttamento sfrenato. Il clima impazzito suona come un avvertimento a fermare tale delirio di onnipotenza. Torniamo a riconoscere con umiltà e coraggio il nostro limite quale unica via per vivere in pienezza”.

In buona sostanza Bergoglio ha ripetuto quanto aveva già scritti nell’Enciclica e nell’Esortazione.

Niente di nuovo, pertanto, nell’assist del Vaticano alle tesi della lobby climatica.

Francesco assicura “l’impegno e il sostegno della Chiesa cattolica” perché “la responsabilità è di tutti e quella di ciascuno è fondamentale”. Occorre dare un segno di speranza concreto. “Questa Cop sia un punto di svolta – esorta il Pontefice -: manifesti una volontà politica chiara e tangibile, che porti a una decisa accelerazione della transizione ecologica”, attraverso forme che abbiano tre caratteristiche: “efficienti, vincolanti e facilmente monitorabili”. E che trovino realizzazione in quattro campi: “l’efficienza energetica; le fonti rinnovabili; l’eliminazione dei combustibili fossili; l’educazione a stili di vita meno dipendenti da questi ultimi”.

In conclusione dell’incontro di Dubai anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilasciato una dichiarazione durante una conferenza stampa.

“Secondo me – ha detto Giorgia Meloni – si sono fatti degli importanti passi in avanti. Io sono sempre dell’dea che i passi in avanti debbano essere concreti. Penso che ci siano alcuni passi in avanti concreti che sono stati fatti in questa COP, che dimostrano il senso di responsabilità dei tantissimi Paesi che hanno partecipato a livello di Leader. Penso che l’obiettivo del Loss and Damage Fund, per esempio – sul quale voi sapete che c’è stato anche un importante impegno italiano -, sia un obiettivo concreto e molto utile, e penso che alcuni obiettivi che sono stati dichiarati nelle conclusioni di questa COP, tipo la capacità di triplicare la produzione di energia da rinnovabili entro il 2030, la capacità di raddoppiare annualmente l’efficienza energetica, siano da una parte raggiungibili e dall’altra degli obiettivi concreti. E quindi penso che vadano fatti complimenti alla Presidenza emiratina che si è molto spesa per la riuscita di questo appuntamento”.

Riguardo all’energia nucleare Giorgia Meloni ha detto che “su queste questioni secondo me bisogna essere sempre molto pragmatici e non ideologici. Non ho preclusioni su nessuna tecnologia che possa essere sicura e che possa aiutarci a diversificare la nostra produzione energetica. Credo – ha aggiunto Meloni – che la grande sfida italiana, anche se è un po’ più in là da venire, però senza visione non si va da nessuna parte, sia il tema della fusione nucleare. La fusione nucleare, che potrebbe essere la soluzione domani di tutti i problemi energetici, delle crisi che nascono dalle questioni energetiche, è una di quelle tecnologie sulla quale l’Italia è più avanti di altri. Ed è sicuramente un elemento sul quale troverete sempre la mia massima concentrazione, il mio massimo sostegno. Cioè credo che l’Italia debba avere la capacità di pensare in grande e questo è uno di quei temi sui quali l’Italia può pensare in grande e sta agendo in grande”. 

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