
Reti cinesi per il riciclaggio di denaro sono sempre più coinvolte nel traffico internazionale di droga.
È quanto riferisce l’emittente radiotelevisiva “Ard”, aggiungendo che queste organizzazioni criminali offrono servizi di corriere per il trasferimento di ingenti somme in contanti e banche clandestine. Queste attività si svolgono su scala globale, anche in Germania come rivelato da un’inchiesta di “Ard” e del quotidiano “Frankfurrter Allgemeine Zeitung”.
Già nel 1994, l’Amministrazione per l’applicazione delle norme sulle droghe degli Stati Uniti (Dea) aveva diffuso un’allerta sulle “banche clandestine cinesi”, utilizzate da trafficanti di stupefacenti dell’Asia per trasferire i profitti dalla vendita di eroina negli Usa a Hong Kong. Il caso dell’imprenditore cinese Wen Kui Z. fornisce informazioni su come funziona il sistema. All’inizio di ottobre, la Guardia di finanza si è occupata di Z., il cui negozio a Roma era regolarmente visitato da spacciatori di droga. Secondo gli inquirenti, i criminali avrebbero consegnato milioni di euro in contanti all’imprenditore e ai suoi complici affinché li trasferissero all’estero. In alcuni casi, il trasporto sarebbe avvenuto con valige colme di denaro con voli di linea diretti in Cina.
Z. e la sua rete avrebbero utilizzato anche il sistema che nel loro Paese di origine è denominato “Feiqian”, ossia “denaro volante”. Questo meccanismo prevede che un commerciante riceva i proventi della vendita della droga e li segnali a un confidente in un altro Paese. La persona di fiducia versa la medesima somma ai trafficanti e ottiene la stessa somma per esempio mediante il pagamento di fatture fasulle.
Reti cinesi attive nel riciclaggio di denaro derivante dalla vendita di stupefacenti sono state individuate in Italia, Paesi Bassi, Francia e Polonia, ben collegate con altre organizzazioni criminali tra cui la ‘Ndrangheta. In particolare, bande come quella di Z. sono apparse nell’operazione internazionale di polizia “Eureka” che, scattata contro la criminalità organizzata calabrese a maggio scorso, ha portato a numerosi arresti in diversi Paesi tra cui la Germania. Dalle indagini è emerso che, nel 2020, soggetti legati alla ‘Ndrangheta hanno consegnato in un mese sette milioni di euro a contatti cinesi a Roma. Nel 2021, due cinesi, padre e figlio, sono stati arrestati su un treno da Amsterdam a Colonia con 1.229.635 euro in contanti. Tracce di cocaina sono state trovate su banconote, valigie e mani dei due, successivamente condannati.
Come nota “Ard”, le autorità tedesche prestano scarsa attenzione alle reti di riciclaggio cinesi. L’Ufficio federale di polizia criminale (Bka) ha affermato di non poter fornire alcuna informazione sull’attività di questi gruppi in Germaniam perché non venivano effettuate “valutazioni concrete”. Oliver Huth dell’Associazione degli investigatori criminali tedeschi ha dichiarato: “Non sappiamo quasi nulla delle strutture cinesi”. Secondo Huth, il fatto che queste organizzazioni lavorino su un piano di parità con la ‘Ndrangheta e i cartelli del narcotraffico latinoamericani mostra chiaramente quanto si siano affermate. “Si tratta di reti ben strutturate, professionali, presenti a livello internazionale e non sappiamo affatto come funzionano”, ha infine affermato Huth.





