
di Ugo Busatti
Secondo la NADEF, lo Stato italiano spenderá nel 2026 104 miliardi di interessi sul debito pubblico. Cosa é la NADEF? É la Nota di Aggiornamento del DEF. Quest’ultimo invece è il Documento di Economia e Finanza, fondamentale per la stesura della nuova legge di bilancio.
Dunque, la ultima NADEF, prevede nel 2023 una cifra per i pagamento di interessi sul debito pari al 3,8% del Pil ovvero ad oltre 78 miliardi di euro, nel 2024 si passerà al 4,2% del Pil, ovvero a circa 89 miliardi, nel 2025 al 4,3%, pari ad oltre 95 miliardi, e nel 2026, come scritto in apertura, al 4,6% del Pil, arrivando a 104 miliardi.
Nel frattempo, secondo la Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) che fa i conti in tasca agli istituti del nostro Paese, gli utili dell’intero settore a fine anno potrebbero raggiungere i 43 miliardi e 431 milioni.
Con le spese sugli interessi del debito stiamo arrivando vicini ai 135 miliardi che si spendono per la sanitá pubblica, che nelle previsioni sempre del DEF nel triennio indicato si prevedono in riduzione: dal 6,7% al 6,2% del PIL.
Gli interessi sul debito vanno per la metá alle banche, per il 26% a investitori stranieri, per il 10% alle famiglie italiane, ed il resto a fondi di investimento o assicurazioni.
E poi c’é l’incognita dello spread. Se i nostri padroni, ovvero i mercati, decidessero di speculare sull’Italia, eventualitá tutt’altro che da sottovalutare ad oggi, ne vedremmo delle belle.
Il tutto condito dalle intenzioni del governo di continuare a spendere soldi, tanti soldi, per regalarli alle aziende con la scusa della sostenibilitá ambientale, e al settore militare per continuare a fomentare la guerra contro la Russia.
I banchieri di Francoforte applicano contenti la lezioncina studiata a scuola che quando c’é l’inflazione si alzano i tassi per ridurre i consumi, i politici di Bruxelles argomentano sul paleolitico “patto di stabilitá” che ormai é fuori da ogni logica.
Che altro dire?





