Non avevamo alcun bisogno di ultrà, quelli della curva più becera e rissosa.
Landini e Salvini invece stanno facendo a gara per diventarne i capi popolo, anche su temi delicati come lo sciopero.
Il primo strilla che lo sciopero è un diritto garantito dalla Costituzione (art.40), ma tace su …«si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano». Tra queste leggi, c’è l’attribuzione alla Commissione di Garanzia – istituita con legge 146/1990 voluta da Giugni – del compito di valutare le modalità di sciopero proclamate.
Il Diritto non viene vietato: c’è solo la richiesta di esercitarlo diversamente nell’interesse collettivo. Ed infatti la legge non si applica a tutti gli scioperanti ma solo per i lavoratori addetti ai servizi pubblici essenziali!. Anche questo non si dice.
Un pensiero a parte per la posizione di Bombardieri: che tristezza vedere abbandonate le stesse fondamenta politiche della UIL ed i suoi riferimenti culturali. E la sua “ipotesi” di disobbedienza civile, come valutarla?
Il secondo fa perno sulla decisione del Consiglio di garanzia per minacciare un provvedimento, comunque previsto dalla legge, gravissimo non per la libertà di sciopero (che non conculca), ma per gli effetti: politicamente drammatici se la precettazione non dovesse funzionare.
Perché credo entrambe le parti andrebbero poi sino in fondo. Chissà dove sono finiti la pazienza, il rispetto e tanto dialogo. Quello pensa invece di essere ad un tavolo di poker.
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