
Un comitato di esperti, già ribattezzato “commissione algoritmi”, avrà il compito di redigere una relazione da consegnare al governo. I lavori cominceranno il prossimo 24 ottobre, e dovranno concludersi in tempo per i confronti in ambito europeo e internazionale, che il governo conta di affrontare relazione alla mano.
Il comitato sarà presieduto proprio da Giuliano Amato e sarà composto da un folto gruppo di esperti, principalmente docenti universitari ma non solo.
Il campo di ricerca non riguarda tutta l’intelligenza artificiale, ma l’applicazione che può avere nel mercato editoriale.
Il sottosegretario Alberto Barachini: “È cruciale analizzare a fondo l’utilizzo, lo sviluppo e le ricadute dell’intelligenza artificiale nel settore editoriale e dell’informazione – ha detto l’esponente del governo con la delega all’editoria – Di qui la scelta di istituire un Comitato presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria formato da esperti e professori universitari che studierà l’impatto di questa tecnologia sul mondo del giornalismo e delle news”.
In buona sostanza si istituisce un nuovo tavolo di compensazione per l’editoria, ossia per la comunicazione che, guarda caso, viene presieduto non da un tecnico della materia ma da un giurista politico chiaramente schierato politicamente.
Il suo equivalente in UK, Ian Hogarth, ha 38 anni, laureato a Cambridge in Computer Science con tesi cum laude in Machine Learning, due exit alle spalle, 50 investimenti in startup, a capo di un fondo di investimento da 250mln €
Ian Hogarth è stato inserito nel 2023 nella lista TIME The 100 Most Influential People in AI.
Sic transit gloria mundi nel Bel Paese.





