
di Gianvito Caldararo
.Il leader del M5S (Movimento Cinque Stelle) Giuseppe Conte, non perde occasione per minare continuamente il “campo largo” che la leader del PD (Partito Democratico), con il sostegno del giaguaro Bersani, avanza e propone in ogni istante. E mentre la Schlein si sforza di costruire il tanto sospirato “campo largo”, Giuseppe Conte, continua a marcare la distanza dalla Schlein e dal PD.
Infatti, l’avv. Conte, noto come l’avvocato del popolo, ha chiaramente fatto intendere che non vi è alcuna possibilità d’intesa con il PD, anche dopo la conquista della segreteria da parte della Elly Schlein. Il leader del M5S è arrivato a dire che “quando sente parlare di campo largo avverte i sintomi della orticaria”.
E mentre Conte continua a lanciare sfide al PD in ogni direzione, il PD appare sempre più indietreggiare e rimangiarsi molte delle battaglie condotte nel Paese e nel Parlamento. Non trova il coraggio di difendere la politica di sicurezza portata avanti dal suo ex ministro dell’interno Marco Minniti, nel mentre il Conte emanava i famosi decreti proposti e sostenuti da Salvini.
Fa marcia indietro sul Superbonus 110%, dove in Parlamento pur avendo espresso voto favorevole, con l’on. Misiani, responsabile economico del PD, disse che per come era congegnato non andava bene. E mentre il PD continua a sposare i provvedimenti simbolo del M5S, Conte continua ad attaccare il PD.
Dopo l’orticaria, l’altro giorno ha ricordato come Letta mise l’elmetto al PD sulla guerra all’Ucraina. Elmetto che ancora oggi la Schlein non riesce a togliere. Di fronte ad un attacco così aperto, il PD resta in silenzio e il povero Letta, chiamato in causa in un modo così pesante non reagisce e non interviene a sottolineare la ambiguità che Conte esprime sui principali problemi, come anche sul conflitto tra Israele e Hamas.
Il PD della Schlein non riesce neanche a difendere il Jobs Act, che pure ha dato positivi risultati per l’occupazione e aumentato i diritti del mondo del lavoro. Di fronte agli attacchi congiunti del M5S e della Sinistra di Speranza e di Fratoianni, finanche i riformisti del PD restano in religioso silenzio.
La sensazione è di un PD che va a rimorchio del M5S, che trascura i temi storici della sinistra e insiste sui temi elettoralmente perdenti. Come sostiene un vecchio socialista come Ugo Intini, già direttore dell’Avanti, “la sinistra (specialmente il PD, perchè il furbo Conte è sfuggente ), sembra diventata la portavoce del movimento LGBT, cioè del movimento per la difesa degli orientamenti sessuali. Sul tema della immigrazione, evidenzia sempre Intini, “le considerazioni sono persino troppo ovvie”.
E’ stata la pacchia elettorale per la destra che poi, “come era probabilmente inevitabile, ha ottenuto esattamente gli stessi risultati della sinistra, se non peggio, lasciandola invariata e fuori controllo”. Ciò dovrebbe aiutare il PD, ma non abbastanza, perchè, come sottolinea Intini, “si è radicata nell’elettorato una percezione ormai consolidata: la sinistra è buonista e tollerante, mentre la destra difende l’Italia dall’invasione”.
Il luogo comune ha conseguenze devastanti soprattutto per il PD, perchè gli allontana proprio il suo elettorato tradizionale. I ricchi e gli imprenditori vedono gli immigrati come potenziali domestici e manodopera a basso costo. Comunque, nei loro quartieri alti, ne avvertono poco la presenza. I ceti medio bassi li vedono come concorrenti sul mercato del lavoro e nell’utilizzo dei servizi pubblici (a cominciare dalla sanità), come vicini di casa ingombranti che abbattono il valore delle loro case nelle aree dove si radicano, come protagonisti della micro criminalità e della violenza nelle periferie degradate, come portatori di costumi e comportamenti che cambiano il volto dei luoghi cari dove hanno sempre vissuti.
Ed invece, di attaccare il governo per il fallimento sulla politica di immigrazione, Conte non trova di meglio che tallonare il PD, che non reagisce, perchè il suo obiettivo è prendere un voto in più del PD alle prossime elezioni europee, in modo di tentare il ritorno a Palazzo Chigi. Ma sia la Schlein che Conte, fanno i conti senza l’oste. Infatti, non sanno che devono fare i conti con Renzi e Calenda, senza i quali il centro- sinistra non vincerà. E così il centrodestra è destinato a vincere, nonostante le tante promesse tradite e con una legge di bilancio privo di respiro per la crescita e con il reale rischio di aumentare il già pesante debito pubblico.





