
di Eugenio Baresi
La semplicità del pensiero è sostanziale.
I colti direbbero affermazione superficiale.
Nei primi anni del 1200 avanti Cristo in Egitto regnava un Faraone che si chiamava Merneftah, era il tredicesimo figlio di Ramses II.
In suo onore, per illustrarne le gesta, vi è una stele che recita: “Canaan è privato di ogni sua malvagità; Ashqelon è deportato; ci si è impadroniti di Ghezer; Yanoam è come se non fosse più; Israele è annientato e non ha più seme”.
Non è un testo ebraico, ne tantomeno cristiano e neppure mussulmano.
Israele c’era già.
Cosi per ricordare, oggi che siamo nel 2023 dopo Cristo, i faraoni sono spariti, il cristianesimo è arrivato nell’anno zero ed i mussulmani dopo la morte di Maometto nell’anno 632 dopo Cristo.
Israele c’era già nell’anno 1200 avanti Cristo.
A proposito la stele è nel museo del Cairo, ed hanno cancellato nella didascalia ogni riferimento ad Israele.
I geroglifici non li capisce nessuno, ma se si fosse scritto in lingua corrente lo avrebbero capito tutti.
La semplicità del pensiero è sostanziale.
I colti direbbero affermazione superficiale.
Nello statuto di Hamas lo scopo della sua esistenza è definito come distruzione dello Stato di Israele ed eliminazione di tutti gli ebrei che occupano la Palestina.
Sarebbe di una essenzialità succinta la risposta da dare.
Lo sarebbe per le persone e gli stati degni, per le persone e gli stati democratici, per le persone e gli stati onesti.
Lo sarebbe se vivessimo in un mondo non guidato dalle imperfezioni umane, ma potrebbe pur esserlo se si avesse il coraggio di Essere, cioè di essere consapevoli.
Nessun nel mondo può arrogarsi il diritto alla verità e ancor più nessuno può immaginarsi puro nella totalità dei suoi comportamenti singoli o collettivi.
Ma se si avesse il coraggio di Essere si dovrebbe affermare che abbiamo di fronte semplicemente una scelta fra la civiltà e l’inciviltà.
Che non appartengono ad un popolo o ad una collettività in esclusiva da sempre e per sempre, appartengono all’insegnamento di bontà che la storia dell’uomo dovrebbe aver assunto come conoscenza.
Brevemente soffermarci sulla posizione delle singole nazioni è illuminato dalla indecorosità di un paese che si definisce ancora comunista, la Cina, che perseguita e occupa da sempre il Tibet ed altre minoranze, che opprime ogni libertà e ne sono un drammatico esempio i poveri abitanti di Honk Hong lasciati al loro destino di oppressione definitiva… che stermina la popolazione mussulmana degli Uiguri.
Con quale dignità possa esprimere una opinione è lasciato alla vergogna che la convivenza deve accettare.
Questo esempio è esaustivo e sufficiente perché riguarda uno stato che opprime e sopprime i suoi stessi cittadini che per ciò stesso sono, loro cittadini, senza colpa.
Molto più preoccupante è il comportamento di cittadini liberi, nei paesi dove tutto si può dire e tutto si può fare.
Ci sono persone che immaginano si possa rispondere alla violenza ed all’odio con la bandiera della pace.
Lo siamo convinti anche noi, ma con una precisazione.
Tali persone avrebbero dovuto andare, prima, a mettersi come scudi umani di fronte ai terroristi che hanno come unico e determinato scopo la distruzione dell’altro e che hanno straziato ogni possibile comprensione.
Ovviamente tali persone con la loro bandiera se ne sono stati ben comodi.
Pavidamente ora pretendono che non ci sia reazione.
Pavidità ed inettitudine.
Oltre che una immensa ignoranza.





