di Savino di Scanno
L’art. 81 della nostra Costituzione delinea i principi sull’ equilibrio tra entrate ed uscite, argomenta sul ricorso all’ indebitamento prevedendo per tali manovre la maggioranza assoluta parlamentare.
È dei giorni scorsi l’ approvazione a maggioranza assoluta di Camera e Senato dello “scostamento di bilancio” per euro 15,7 Md rettificando il deficit pubblico al 4,3% per il piacere della futura legge di bilancio.
Per i non esperti lo Stato continua ad indebitarsi. E dato che per lo Stato non “valgono” le norme civilistiche sul “fallimento ” e le norme penalistiche sulla “bancarotta” si continuerà su questa deriva. E dato che lo Stato è esattore nulla di nuovo con un nuovo governo circa le attività di AER che come una macchina medievale per i supplizi sociali continua senza limiti ad operare ignorando sentenze di soccombenza considerando l ‘ arbitrio come comportamento comune.
L’origine del male sono i conti pubblici a sostegno di una amministrazione pubblica verso cui non si identificano più sul Vocabolario aggettivi ingiuriosi a causa del suo malfunzionamento comune a tutti i settori. Ma nei fatti, e lo possiamo scrivere con serenità, da popolo di risparmiatori (ancora per poco) si è diventati popolo di debitori a partire dallo Stato.
Ma i debiti, prima o poi, si devono pagare. E lo Stato è debitore verso le Istituzioni Internazionali che comprano il nostro debito e non si intravedono personalità come Churchill in grado di poter rappresentare questa nazione. A questo punto la scena la si lascia ad economisti ed esperti di finanza pubblica, quelli che scrivono su libri di case editrici di élite e che si possono vedere alla TV, con il dichiarato sospetto (per chi vede ancora le trasmissioni televisive) che spesso questi professori parlano solo per sé stessi.
La Storia è una grande biblioteca dove di può trovare di tutto. Il 18 dicembre del 1935, in risposta alle sanzioni comminate all’Italia da parte della Società delle Nazioni, si celebrò la giornata passata come quella dedicata “all’oro per la Patria”. Gli italiani donarono al regime le “fedi nunziali”, oro questo necessario per sostenere i costi sociali del momento. Gli storiografi ci diranno negli anni successivi che a fronte di chi si privava dell’ oro di famiglia vi erano gerarchi e personalità del periodo che con quell’ oro si compravano case e ville dai Parioli a Fregene.
Oggi è il momento del “grande debito” sociale che fa intravedere dietro l’angolo i rischi per i correntisti di depositi bancari e postali e per i proprietari delle abitazioni o meglio per quei pochi che ne rimarranno dopo l’ avvento delle norme europee per l’edilizia green. Ma siamo certi che oggi come ieri ed anche come domani vi erano, vi sono e vi saranno italiani che si arricchiscono. E non è molto difficile capirlo. Basta seguire i soldi….anche se la frase spesso è infelice visto che tutti quelli che la hanno pronunciata non hanno quasi mai avuto vita facile…




