Home Opinioni GUERRA RUSSIA UCRAINA, AL DI LA DELLE RAGIONI UCRAINE SI DEVE NEGOZIARE

GUERRA RUSSIA UCRAINA, AL DI LA DELLE RAGIONI UCRAINE SI DEVE NEGOZIARE

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di Giuseppe Augieri

Non c’è mai stata una guerra buona o una pace cattiva. (B:.Franklin)
Sta montando una grossa polemica sulla solidarietà italiana all’ Ucraina. L’occasione: una frase di Crosetto. Temo che finirà, come al solito, in rissa politica. Non lo meritano né l’Ucraina invasa, né le violenze e le atrocità sui civili. E né i più di 400.000 morti di entrambi gli schieramenti: perché sui morti, nessuno si dispiaccia, non farei distinzioni.
A me sembra, (lo voglio dire ora, per evitare che, come spesso sta accadendo, mi si accusi di difendere il Governo) che i paraocchi con i quali si sono seguite le vicende di questa guerra, restino nel posto giusto per continuare a non vedere. Le emozioni, che condivido tutte, devono trovare un limite rispettando la realtà: che, se non piace, non la si può cambiare solo dicendo che è ingiusta.
Tutte le previsioni di tanti di noi si sono rivelate errate: dal crollo politico della Russia, al crollo economico, al crollo militare. Tutto questo non è successo. Non c’è nessuno, NATO compreso, che non riconosca ora che “la guerra sarà ancora lunga”. L’aggiramento delle sanzioni è un fatto. Le difficoltà economiche in Russia ben lontane da un collasso. I dati economici, non quelli poco credibili di parte russa ma quelli veri, lo testimoniano. Gli investimenti militari di Putin sono massicci.
Tutte le previsioni sulla “tenuta” dell’Occidente di fronte alla lunghezza della guerra ed ai riflessi economici delle sanzioni sulle nostre economie, si sono rivelate anch’esse errate. E’ in corso una “presa di distanze”, appena celata dal linguaggio diplomatico, rispetto al sostegno “ad ogni costo e tempo”, che va dal voto del Congresso USA, alle posizioni assunte da Elon Musk, alle posizioni di Polonia, Slovacchia, Serbia, alla stessa Gran Bretagna, intiepiditasi improvvisamente.
Sul piano delle relazioni internazionali, mi sembra sottovalutato il nuovo rapporto che Putin si è creato con forze – al di la dei BRICS – che sono la spina dorsale dell’economia mondiale. E “l’espansione” verso l’Africa che sta vedendo risultati che a me turbano.
Il sentimento verso gli Ucraini, almeno da parte mia, non è mutato. Si aggiunga il mio ribrezzo per ogni ipotesi, anche appena accennata, che, dopo aver dato la convinzione a Zelensky di avere un intero mondo alle proprie spalle, gli si dica: “scusa, abbiamo sbagliato”. Un disgusto il mio non solo morale, ma anche politico.
Ma tutto questo è in corso. L’alternativa è una sola: con mille ritardi, e perciò con qualche difficoltà in più, bisogna pretendere che ci si sieda ad un tavolo e si negozi una soluzione. Che secondo me, ed è bene dirlo chiaro perché in molti rifiutano persino di considerarlo, non è solo e non è tanto un problema di territori occupati, ma quelli di un contrattato chiaro rapporto tra Europa e Russia, che ha propaggini nel rapporto tra Russia e l’intero mondo occidentale.
Ucraina nella UE, Ucraina nella NATO, Ucraina con frontiere più o meno presidiate sono solo specchietti di una situazione ben più complessa di presenze occidentali sul territorio e nell’economia dell’ Ucraina e del loro atteggiamento: credo che su questo si possa, si debba, negoziare.
Ogni iniziativa che prendesse l’Italia in questa direzione sarà per me giusta.

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  • Redazione

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