Home Opinioni PD, UNA LINEA NON LINEA CON LE ORIGINI

PD, UNA LINEA NON LINEA CON LE ORIGINI

0

di Giuseppe Augieri

Il Pd compirà gli anni tra una decina di giorni. Nato dalle primarie del 14 e 15 ottobre del 2007 con l’elezione del primo segretario, Walter Veltroni, la nascita del Pd voleva essere il frutto di una sintesi culturale tra il cattolicesimo democratico e la sinistra riformista. La strategia era quella della Vocazione Maggioritaria: rappresentare tutte le pieghe della società e delle culture politiche.
Oggi le cose sono cambiate e di molto. A me, esterno al PD, dunque informato solo da letture, sembra però che l’interpretazione data al perché della politica attuale sia sbagliata.
«Se dobbiamo fare Lotta Continua, facciamo un volantino al giorno: dopodiché a governare l’Italia saranno gli altri e non noi» dice De Luca. Sembra sentire la Meloni del “… e noi intanto governiamo”. Ma si mette il dito sul sintomo, non sulla malattia.
L’accusa è quella che il PD di Schlein non ha idee proprie e si fa dettare la linea da altri. Riporto qui giudizi, anche interni al PD, che condivido.
GIUSTIZIA. “Se il Pd delle origini è nato sotto le insegne del garantismo e della massima attenzione al diritto di difesa, alla tripartizione dei poteri, all’arginare il giustizialismo manettaro, il declino di quest’ultimo anno è assai eloquente. L’ala più intransigente della magistratura politicizzata può dettare la linea indisturbatamente”. In Commissione Giustizia di Camera e Senato il Pd di Schlein fa il braccio esecutivo delle toghe. Al congresso di Area Democratica per la Giustizia Conte e Schlein arrivano insieme, si siedono vicini, dicono le stesse cose.
Ma più in generale su questo rapporto “Trova le differenze” potrebbe diventare, mettendo a confronto Pd e 5Stelle non solo sulla giustizia, un nuovo esercizio di enigmistica. Di non facile riuscita
AMBIENTE. Il Pd nato al Lingotto aveva una specificità riformista. «L’ambientalismo dei Sì, del fare, della crescita sostenibile» era il mantra con cui il Pd era nato. Cosa ne è? “Ne hanno incenerito anche la memoria”. Il rapporto con i Comitati No-Ponte, No-Trivelle, No-Grandi Navi, No-tutto, è diventato quasi organico. «Le comunità energetiche sono il futuro», è il nuovo mantra.
LAVORO. Una volta patria dei giuslavoristi riformisti, terreno di confronto di Pietro Ichino e Marco Bentivogli, oggi il Pd è appiattito sulla linea Landini. Che a sua volta sembra rispolverare strategie, parole d’ordine e convinzioni della FIOM più battagliera. E spesso perdente. “La sede Pd del Nazareno sembra non aver capito che sul crinale inclinato della deriva, frenare diventerà difficile”. Il rientro di Sergio Cofferati, l’ex leader del sindacato rosso che si rivede nel Pd di Schlein tanto da riprenderne la tessera, è eloquente.
Il rapporto con l’area delle rivendicazioni sulla libertà sessuale appare strettissimo. “Le battaglie della comunità Lgbtqia+ sono semplicemente richieste di uguaglianza”. Fosse così…. Ma poi si va oltre: dal Ddl Zan in poi e non si capisce fino a dove.
Si può continuare, ma io mi fermo qui.
La rilevanza di quello a cui ho accennato per gli assetti e gli equilibri, la vita stessa di una società civile è immensa. In discussione vi è il concetto stesso di ripartizione dei poteri e cioè dell’essere Repubblica; del modo di fare politica; del confronto tra parti sociali; del rapporto con le forze intermedie; del rapporto di ciascun individuo con la propria coscienza e moralità. Una visione di società quella di Schlein che, può non piacere, ma è fatta di scelte precise: anche strategicamente: due sponde opposte sulle quali si prende posizione, senza restare nel guado.
Non è farsi dettare la linea: questa è la linea del PD della Schlein. Sono domande, proposte, prospettive chiare: altro che confuse. Immiserirne la portata non aiuta nessuno. Non è giusto sottovalutare quello che, almeno per me, è un avversario. Bisogna rispondere chiarendo cosa si propone in alternativa e quali limiti sono insuperabili. Riproporre con forza l’intera cultura riformista – sul piano etico, filosofico, culturale, politico, economico – essendo disponibili ad aggiornarla ma indisponibili a negarla.
Altrimenti quell’avversario, restando sullo sfondo e nelle nebbie, non sarà mai un interlocutore.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui