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LA VISITA DI ASSAD IN CINA

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di Ugo Busatti

Accompagnato dalla moglie Asma, il presidente siriano Assad é andato ufficialmente in Cina ed é stato accolto da Xi Jinping e con lui parteciperà alla cerimonia di apertura dei Giochi asiatici.
Pechino ha dichiarato che la visita porterà i legami tra i due Paesi a un “nuovo livello”. Dal canto suo il leader arabo cerca un sostegno finanziario per la ricostruzione del suo Paese devastato dalla guerra civile.
É molto importante questa visita, in quanto gli scenari internazionali stanno mutando in modo vertiginoso. E questo o porterá ad un conflitto globale e forse definitivo, oppure se i nostri padroni di secondo livello (i politici, perché quelli di primo livello sono i poteri forti economici) saranno imboccati nel modo giusto ci risparmieranno la vita e finalmente troveranno un accordo fino alla prossima crisi.
Perché dico questo? In Siria dopo tanta instabilitá nel 1970 un nuovo colpo di stato interno al Ba’th si risolse con l’instaurazione del regime di Hafiz al Assad, il padre dell’attuale presidente siriano Bashar al Assad.
Nel 1982 le forze siriane lanciarono un violento attacco contro la città di Hama per reprimere un’insurrezione promossa dai Fratelli Musulmani. Le prime manifestazioni contro Assad fanno parte di quel movimento chiamato “primavera araba”, cioè le proteste anti-governative intese a riportare al potere le tradizioni del mondo arabo, iniziate qualche mese prima in Tunisia e che si erano poi diffuse in diversi paesi del Nord Africa e del Medio Oriente: in alcuni casi portarono alla destituzione di capi di governi autoritari che erano al potere da decenni, come in Tunisia ed Egitto, in altri crearono le condizioni per l’inizio di guerre civili che non si sono ancora risolte, come in Yemen, Libia e Siria.
Le conseguenze le vediamo. Dove esisteva una stabilitá, ora c’é instabilitá, o peggio teocrazie, come in Iran. I fratelli mussulmani, organizzazione terroristica, in Siria ha fatto e fa la sua parte.
Insomma, in Siria c’é una guerra civile di una parte della popolazione che non accetta Assad e lo vuole fuori causa con la forza.
Nell’agosto 2015 la Russia entra nel conflitto siriano bombardando sia alcune zone controllate dalle forze ribelli, sia quelle dello stato islamico, ovvero i veri terroristi che hanno trovato spazio di crescita nelle proteste dei ribelli.
La Russia ha bisogno di un affaccio sul Mediterraneo, e la Cina é chiaramente regista di una nuova strategia mondiale.
Mentre si parla di riconoscimento di Israele da parte dei Sauditi, mentre la Polonia (finalmente ci si muove) nega ulteriori invii di armi agli ucraini, mentre Biden non stringe la mano al presidente brasiliano Lula, e parte del Congresso e la maggioranza del popolo americano in base ad un sondaggio CNN non vuole piú appoggiare l’Ucraina, mentre si discute sui flussi migratori, mentre si costruiscono inquinanti rigassificatori e si chiudono puliti gasdotti, mentre la UE si prepara a chiudere le frontiere con le auto elettriche cinesi, e avrei ancora altri cento “mentre” da proporre, insomma, mentre tutto questo accade, noi dovremmo vivere e produrre sereni, fare figli ed educarli verso il roseo futuro che questa politica incosciente ci sta apparecchiando.
Ma le cose stanno cambiando, il Mondo si sposta ad Est. O si accetta e si tratta, o si combatte. Vedremo cosa decideranno i nostri padroni. Noi siamo solo carne da macello.
 

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  • Redazione

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