di Vito Sibilio
Che i servizi segreti dell’Est abbiano continuato ad operare attraverso l’inconsapevole Ordine di Malta per infiltrare e danneggiare il Vaticano credo sia probabile anche sotto questo pontificato. Il contrasto annoso tra Francesco e lo SMOM può essere stato fomentato, guardandolo in retrospettiva, solo da una potenza ostile a un Pontefice troppo vicino agli USA, mettendolo in condizione di agire in un modo che, qualunque fosse stato, gli avrebbe procurato un danno, almeno di immagine.
Il conflitto fu causato dall’Associazione Tedesca, il più ricco fra i gruppi nazionali dell’Ordine, generosamente sovvenzionato dal governo tedesco, nonché gestore di svariate opere di carità, tra cui “Malteser International”. Essa era ed è anche fortemente intrisa di neomodernismo e molto compenetrata nei circuiti politici internazionali, palesi ed occulti, occidentali ed orientali. Il loro maggiore esponente, il barone Albrecht von Boeselager, fu Grande Ospedaliere dal 1989 al 2014, gestendo tutte le attività caritative dell’Ordine. In quegli anni lo SMOM non disdegnò di avere relazione col suo clone russo, gestito da Vladimir Pavlenko e creatura dei servizi segreti di Mosca, attraverso Umberto Ortolani (il quale come ambasciatore dell’Ordine presso l’Uruguay dipendeva proprio da Boeselager), né di allacciare relazioni diplomatiche con Eltsin.
L’Associazione Tedesca giunse ai ferri corti con il Gran Maestro, Matthew Festing, inglese che, dopo essere stato chiamato eletto nel 2008, non aveva fatto nulla per entrare negli ambienti italiani e vaticani, nemmeno imparare bene la nostra lingua e che, a mio parere, fu più volte circuito per scopi che nemmeno intuì. Nel suo magistero egli adottò misure per rafforzare la vita spirituale dell’Ordine, ma non ebbe nessun intuito politico.
I sostenitori di Festing, dal profilo esclusivamente religioso, persero perciò l’elezione del 2014 per il rinnovo del Supremo Consiglio Sovrano dell’Ordine. Infatti tre dei dieci membri eletti erano tedeschi (il barone Boeselager, il conte Esterhazy e il conte Henckel von Donnersmarck), mentre altri due, entrambi nobili, erano sostenuti dal gruppo germanico. Vi erano poi quattro consiglieri che erano sostenitori del Gran Maestro e un decimo non schierato. In conseguenza di ciò, Boeselager divenne Gran Cancelliere, ossia primo ministro, ministro degli Interni e ministro degli Esteri dello SMOM.
Nel suo Cancellierato, Boeselager affrontò e gestì brillantemente una complessa questione. Un importante fondo fiduciario, istituito anni prima da un donatore francese, con la disposizione che, dopo la sua morte, parte di esso sarebbe andato all’Ordine di Malta, dal 2013 era gestito da un’amministratrice fiduciaria di Ginevra. Ben presto lo SMOM perse la fiducia nell’amministratrice e le intentò causa. La magistratura elvetica bloccò il fondo e, conseguenzialmente, molte attività dell’Ordine e di altri beneficiari. Nel 2014 l’amministratrice fiduciaria rimase coinvolta nello scandalo dei Panama Papers, usciti fuori dal nulla, probabilmente ad opera della CIA. Nello stesso anno Boeselager, divenuto Gran Cancelliere, con la mediazione di due banchieri, Mark Odendal e Marwan Sehnaoiu, che erano Cavalieri di Malta e operavano in Svizzera, nonché dell’Osservatore permanente della Santa Sede presso il WTO a Ginevra, il futuro cardinale Silvano Tomasi, propose all’amministratrice fiduciaria di trovare un accordo grazie al quale ella potesse sbloccare il fondo, facendo cadere la causa come contropartita. Era senz’altro una ottima cosa. Tuttavia alla transazione si oppose proprio il Gran Maestro Festing, il quale, mal consigliato, voleva che la causa seguisse il suo corso.
A questo punto qualcuno creò i presupposti per una crisi più ampia. Emerse infatti da più parti nel 2016 che le opere assistenziali gestite dall’Associazione Tedesca, tra cui Malteser International, avevano distribuito di nascosto, come parte del loro lavoro in Asia, Africa e altrove, preservativi, sia pure in condizioni igienico sanitarie particolari. La responsabilità politica era del Barone Boeselager in qualità di Grande Ospedaliere dell’epoca. Il Gran Maestro Festing, come gli artefici dello scandalo avevano previsto, dispose un’inchiesta anche su Boeselager, sebbene ora fosse Gran Cancelliere. Festing era sostenuto dal Cardinale Burke, Patrono dell’Ordine, il quale, nel novembre 2016, aveva ricevuto il via libera da Papa Francesco in persona, il quale, il 1 dicembre, aveva messo nero su bianco l’autorizzazione, deprecando la distribuzione dei contraccettivi. Francesco, forte di esperienze negative fatte con l’Associazione Argentina dell’Ordine, fortemente legata agli ambienti capitalistici e conservatori del paese e persino alla P2 e, tramite essa, ai servizi sovietici, voleva che Festing proseguisse il processo di riforma. Il Papa aveva constatato quello che Pio XII e Paolo VI avevano già visto, ossia che l’infiltrazione dell’Ordine passava attraverso la sua secolarizzazione attuata da Logge nelle quali i modernisti e le spie si mescolavano. Ma la trappola doveva chiudersi anche su di lui, che non era stato consultato sul modo di trattare Boeselager.
L’idea iniziale di Festing fu quella di proporre un procedimento disciplinare contro Boeselager, il che avrebbe implicato la sua sospensione fintantoché le accuse contro di lui fossero state verificate; ma ciò avrebbe richiesto una maggioranza di due terzi del Sovrano Consiglio dell’Ordine, che fu impedita dal partito tedesco. Il Gran Maestro quindi, mal consigliato, scelse, usando eccezionalmente la sua autorità di superiore religioso, di chiedere le dimissioni di Boeselager in virtù del giuramento che egli aveva fatto come Cavaliere in Obbedienza. A causa del rifiuto di Boeselager di dimettersi, considerando l’ordine magistrale un abuso, l’8 dicembre 2016 Festing lo destituì per violazione dell’ obbedienza. Facendo così, si cacciò in una via senza uscita, e vi cacciò pure il Papa.
E’ in effetti sconcertante che nessuno avesse rivelato a Festing che l’amministratrice fiduciaria minacciava di rivelare presunte informazioni compromettenti per l’Ordine, qualora l’accordo di massima sottoscritto con Boeselager fosse caduto assieme a lui. Festing non voleva sapere di nessun accordo e il termine ultimo per chiudere il processo era la fine di gennaio 2017.
Lo SMOM era in trappola: lo zelo religioso del Gran Maestro era stato usato per allontanare il Gran Cancelliere e aprire una crisi sistemica che avrebbe portato a un grande scandalo, travolgendo anche lo stesso Festing, ingenuo ma innocente. Il riverbero avrebbe colpito anche il Vaticano, ancora esausto per le vicende del Vatileaks. A quel punto la Santa Sede si trovava, suo malgrado, a dover intervenire per salvare Boeselager, sebbene egli rappresentasse quegli ambienti che dovevano essere oggetto della riforma caldeggiata dal Papa stesso.
Il Cardinale Pietro Parolin scrisse allora al Gran Maestro una lettera, in cui raccomandava a nome del Papa un dialogo interno e lo smarcava dal licenziamento del Gran Cancelliere. Alla duttilità della Segreteria di Stato si oppose la cocciutaggine del Gran Maestro e del Cardinale Burke. Il 22 dicembre Parolin, preoccupatissimo per la pressione sotterranea, sulla base del responso della Commissione Cardinalizia del 1953, che confermava la sottomissione dello SMOM al Papato in materia religiosa, annunziò un gruppo di studio sul licenziamento del Gran Cancelliere. Vi facevano parte Tomasi, Odendal, Senhaoiu, il gesuita Francesco Ghirlanda e Jacques de Liedekerke. Dal canto suo, il gran maestro Festing, ancora una volta mal consigliato, se ne andò in Inghilterra per le festività natalizie, da dove rilasciò una serie di dichiarazioni aggressive ampiamente rilanciate dalla stampa. Il nuovo Gran Cancelliere era diventato John Critien, del tutto inadatto ed inesperto, che non seppe fronteggiare la crisi. Quando fu istituito il gruppo di studio, il Gran Maestro, che non poteva rimangiarsi il decreto contro Boeselager, abbracciò, lui religioso, la linea di indipendenza dell’Ordine che nei decenni precedenti era stata caldeggiata dai Cavalieri legati al KGB, scrivendo il 23 dicembre una lettera al Papa. La stampa, debitamente imbeccata, si scatenò sul conflitto sorto tra l’Ordine di Malta e Francesco, conflitto che Festing rendeva inevitabile per la sua mancanza di senso pratico, facendolo sembrare una lotta sui preservativi. Comunque il Vaticano si muovesse, avrebbe sbagliato. Lasciando Festing al suo posto, lo scandalo e il crack finanziario avrebbero travolto lo SMOM e molti altri enti benefici legati al Fondo svizzero. Rimuovendolo, il Papa sarebbe apparso come un sovvertitore della morale e un amico del progressismo massonico.
Il 23 gennaio Papa Francesco convocò Festing in Vaticano, in segreto e da solo, chiedendogli l’abdicazione, mentre il Barone Boeselager doveva essere reintegrato come Gran Cancelliere. Il timore dello scandalo e della pressione politica internazionale aveva avuto il sopravvento. L’incarico di Burke come Cardinale Patrono dell’Ordine di Malta venne sospeso, anche perché i contrasti teologici tra lui e il Pontefice rendevano impossibile al Vaticano di servirsene, mentre il Sostituto della Segreteria di Stato, Angelo Becciu, venne nominato delegato speciale per l’Ordine. Il 28 gennaio il Consiglio dell’Ordine, con il Gran Maestro ancora presente, ne accettò l’abdicazione, mentre il Barone Boeselager riprese il suo posto, discolpato dalla responsabilità di aver distribuito preservativi. A pochi giorni dalla sua reinstallazione, Boeselager fermò immediatamente la causa contro l’amministratrice fiduciaria di Ginevra e l’Ordine riebbe la parte di sua spettanza dal fondo fiduciario. L’operazione di distacco dello SMOM dalla Santa Sede, per la quale erano stati abilmente usati l’uno contro l’altro Festing e Boeselager, sembrava avviata al successo.
Si dovette all’astuzia del Vaticano se questa però fallì. Il Papa non permise che si tenesse una nuova elezione magistrale, perché sarebbe stato il trionfo dell’Associazione Tedesca e, sebbene tenesse Festing fuori dai giochi, volle che venisse designato un Luogotenente ad interim, Ludwig Hoffmann von Rumerstein, nel 2017. Il Luogotenente di Gran Maestro eletto subito dopo, Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, fu invece assai vicino al partito tedesco e col suo aiuto nel 2018 divenne Gran Maestro. Da quale parte pencolasse l’Ordine in seguito a questi eventi, si vide quando il Gran Maestro espresse il desiderio di visitare la Russia.
Morto Giacomo dalla Torre, il programma progressista e politico di Boeselager, volto ad emancipare del tutto lo SMOM dal controllo della Chiesa, allarmò la Santa Sede. Il Papa voleva una riforma che valorizzasse i Cavalieri Professi, rafforzando la linfa religiosa dell’Ordine, e fu messo in difficoltà dalla scelta del nuovo Luogotenente ad interim, Ruy Gonzalo do Valle Peixoto de Villas Boas nel 2020, ultraottuagenario, che avrebbe lasciato lo SMOM nelle mani di Boeselager. Una bozza di riforma che si poteva ricondurre a lui prevedeva la valorizzazione dell’elemento laico e l’emancipazione dell’Ordine dalla Santa Sede, per cui il Cardinale Becciu propose una commissione mista vaticano-melitense per la predisposizione di una nuova Costituzione. Fu sempre Becciu a impedire a Boeselager di convocare un Capitolo Straordinario che approvasse la sua riforma ed eleggesse un nuovo Gran Maestro. L’Ordine ebbe un Luogotenente di Gran Maestro dal 2020 al 2022 nella persona di Marco Luzzago.
Non fu perciò un caso che il Cardinale Becciu si trovò coinvolto in uno scandalo sulla gestione dell’Obolo, per il quale il Papa, pressato dalla cagnara mediatica, nonostante l’inconsistenza delle accuse, dovette sospenderlo da tutti gli incarichi e persino dalle prerogative della sacra porpora. Ma Francesco sparigliò tutte le carte scegliendo un nuovo Delegato Speciale per lo SMOM nella persona di Silvano Maria Tomasi, che Boeselager credeva sarebbe stato dalla sua parte e che invece si sarebbe dimostrato un mastino. Si innescò un gioco di sponda tra lui e i Cavalieri Professi, in primis Festing, contro la riforma Boeselager. Questi allora forzò la mano e nel 2021 fece prendere da Luzzago misure contro i Professi senza la supervisione del Cardinale Delegato. Questi, a nome del Papa, ribadì che non ci sarebbe stata alcuna riforma che emarginasse i religiosi dell’Ordine. Il Cardinale, alla testa della Commissione di studio, incassò il sostegno del Papa il 25 ottobre del 2021. Tra i commissari, anche quel Francesco Ghirlanda che Boeselager credeva fosse suo alleato ma che, come Tomasi, era fedelissimo solo del Pontefice. Il Gran Cancelliere allora istituì una sua Commissione ombra, con Peter Szabadhegy e Marwaan Senhaoui. Tra lui e Tomasi i rapporti divennero più che tesi, col Gran Cancelliere che accusava di interferenze quel Pontefice al quale aveva dovuto la sua sopravvivenza politica.
Morto repentinamente Luzzago e reinsediato Ruy Gonzalo de Villas Boas come Luogotenente ad interim nel 2022, senza che la sua veneranda età gli permettesse di disturbare nessuno, il Papa ebbe il destro di mettere a colpo un gran risultato. Il 13 giugno del 2022 mise nero su bianco che per salvaguardare l’Ordine di Malta di ingerenze esterne, che quindi passavano per Boeselager e l’Associazione Tedesca, nominava lui stesso Luogotenente di Gran Maestro (2022-2023) John Timothy Dunlap (2023), assolutamente sgradito al Gran Cancelliere.
Dunlap, inglese come Festing ma non incapace come lui, di concerto con il Cardinal Tomasi rinnovò tutti i Grandi Priorati dell’Ordine, scelti dal Gran Cancelliere. L’ala tedesca protestò energicamente e pubblicamente, ma inutilmente. Boeselager prese la penna per denigrare personalmente presso il Papa il Cardinale Tomasi, ma Bergoglio fece orecchie da mercante, sapendo che la posta in gioco era una riforma che, per i tedeschi, doveva dare rappresentanza alle Associazioni nazionale sulla base dei capitali investiti nelle opere sociali dell’Ordine. Il MaltaLeaks non servì e ad Ariccia, nel gennaio del 2023, finalmente il Capitolo Generale approvò la riforma costituzionale che dava centralità ai professi, indipendentemente dal blasone. Le vecchie cariche erano state azzerate e Boeselager finalmente pensionato. Il 3 maggio del 2023 Dunlap fu eletto Gran Maestro per un mandato non più a vita ma decennale, anche se rinnovabile. Subito dopo Ghirlanda, oramai Cardinale, prese il posto di Burke come Patrono dell’Ordine di Malta, finalmente depurato da tante infiltrazione esterne la cui originaria matrice era stata alla Lubijanka.




