
di Gianvito Caldararo
Quando in Italia si parla di riforma della giustizia è sempre scontro. Dopo il documento diffuso dagli oltre 500 magistrati in pensione contro la riforma della separazione delle carriere, che ha visto la firma di ex magistrati di grande peso e prestigio, come Piercamillo Davigo, Armando Spataro, Gian Carlo Caselli, arriva la vivace e documentata risposta dell’avvocato Gian Domenico Caiazza, il presidente dell’Unione delle camere penali. Nel documento degli ex magistrati in pensione si evidenziava che con la riforma sulla separazione delle carriere ” farà perdere all’Italia una peculiarità dataci dai Padri Costituenti che molti colleghi all’estero ci invidiano, vale a dire avere realizzato una vera autonomia dell’ordine giudiziario, perché solo con un pubblico ministero indipendente si ha la garanzia che potrà essere portato davanti al giudice qualsiasi persona che abbia commesso un reato “.
Ma la critica più severa e penetrante contenuta nel documento dei 500 e oltre ex magistrati, è quella che viene adombrata nella parte finale del documento, dove si sottolinea “che il vero intento sia quello di consentire al governo di controllare l’azione del pubblico ministero”.
Giunge puntuale la risposta dell’avvocato Gian Domenico Caiazza, il quale con un articolo sul quotidiano “Il Riformista”, il presidente dell’Unione camere penali accusa gli ex magistrati di “dire bugie” quando affermano “che se va in porto la riforma della separazione delle carriere il Pm (Pubblico ministero) finisce sotto il controllo dell’esecutivo”, cioè del governo. A tal proposito, l’avvocato Caiazza mette in evidenza che sia la proposta di legge di iniziativa popolare che le proposte depositate in Parlamento, mirano tutte a garantire l’autonomia e la indipendenza del Pm. Infatti, ricorda ai magistrati in pensione, che l’art. 104 della Costituzione reciterebbe come segue:
“L’ordine giudiziario è costituito dalla magistratura giudicante e dalla magistratura requirente ed è autonomo e indipendente da ogni potere”. Mentre per quanto riguarda il fatto “che il mondo intero invidia il modello italiano”, come viene sostenuto nel documento, l’avv. Caiazza elenca una miriade di paesi dove vige la separazione delle carriere, cioè: Spagna, Germania, Svezia, Portogallo, Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Canada, India, Nuova Zelanda, Giappone e tanti altri paesi.
In tutti i paesi elencati esiste il sistema accusatorio, come quello previsto in Italia con la riforma del codice di procedura penale noto come “Codice Vassalli”, dal nome del ministro della giustizia dell’epoca, e non quello inquisitorio, come in Francia e in pochi altri paesi. L’argomento giustizia ha animato anche in dibattito alla Assemblea Costituente. Vi fu l’on. Francesco Musotto, ex magistrato e maestro di avvocatura, sostenne : ” creare un ordine chiuso, una casta chiusa, avulsa dagli altri poteri dello Stato, in questo momento, in cui assistiamo al trapasso da un vecchio a un nuovo regime , credo sia estremamente pericoloso “. Ricordava di ” come non tutti i magistrati hanno chiaramente manifestato una fede nel divenire sicuro della Repubblica italiana “. Il segretario del PCI, l’on.le Palmiro Togliatti, considerava ” il pieno autogoverno della magistratura una concezione democraticamente non accettabile e proponeva che la vice presidenza del CSM – Consiglio Superiore della Magistratura – fosse affidata al ministro della giustizia, che deve avere una funzione preminente “.
L’avvocato Caiazza, invece, ci ricorda che l’on. le Giovanni Leone, che diverrà Presidente della Repubblica, ” si batté senza successo in Assemblea Costituente perché nel CSM ci fosse parità tra membri laici e togati “, per evitare che l’organo di autogoverno si trasformi in un organo di casta , intorno al quale si coagulano interessi, intrighi, protezioni, preferenze , tali da costituire un pericolo per l’indipendenza dei singoli giudici. La vicenda Palamara ha evidenziato a che livello di compromissione e degradante gestione si è giunti con la diffusione delle correnti dell’ Associazione Nazionale Magistrati(ANM). La riforma della separazione delle carriere avrà un percorso abbastanza difficile, perché parlare di riforma della giustizia è un campo minato.





